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Why Not: In aula le prime arringhe difensive

Basilicata

Durante l'udienza odierna del processo Why not è stato ascoltato Rocco Leonetti, indagato in qualità di dirigente generale del Dipartimento Agricoltura alla Regione Calabria

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L'udienza preliminare seguita all’inchiesta «Why not», oggi, dopo l’annuncio dell’intenzione di Caterina Merante di chiedere la ricusazione del giudice Abigail Mellace, è proseguita con l’audizione di Rocco Leonetti, indagato in qualità di dirigente generale del Dipartimento Agricoltura alla Regione Calabria. Per Leonetti la Procura generale ha chiesto il rinvio a giudizio, in base al suo presunto coinvolgimento nelle irregolarità relative al progetto «Tristezza degli agrumi», mentre a chiedere l'interrogatorio del dirigente era stato il suo legale, Nicola Caratelli. Rispondendo alle domande dell’avvocato e del sostituto procuratore generale Massimo Lia, Leonetti ha negato ogni sua responsabilità nella vicenda, descrivendo il suo ruolo nella definizione delle pratiche regionali ed evidenziando la propria assoluta buona fede rispetto ai documenti che l’accusa pone come prova a suo carico. Successivamente si sono tenute le discussioni dei difensori di Domenico Lemma, Michele Montagnese, Luciano Vigna e Rosario Calvano. Per gli ultimi tre il pg Eugenio Facciolla, al tremine della requisitoria aveva già chiesto il totale proscioglimento (era contestato loro un solo capo d’accusa). Le arringhe difensive proseguiranno domani, lunedì, ed anche il 14 gennaio, data aggiunta oggi al calendario già fissato del giudice. Nell’inchiesta «Why not» le accuse contestate vanno complessivamente dall’associazione per delinquere, all’abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode nelle pubbliche forniture, peculato, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, istigazione alla corruzione, estorsione, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, fino a contestazioni minori in materia di lavoro. L’inchiesta fu avviata nel 2006 dall’allora sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Luigi de Magistris e poi avocata dalla Procura generale di Catanzaro, e conquistò la ribalta delle cronache soprattutto per il coinvolgimento dell’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, la cui posizione è stata archiviata nell’aprile dello scorso anno, e dell’ex presidente del Consiglio Romano Prodi, per il quale l’Ufficio gip ha disposto l’archiviazione a fine novembre. (AGI) Ros/Cli 171638 DIC 09 (AGI) – Catanzaro, 17 dic. – L'udienza preliminare seguita all’inchiesta «Why not», oggi, dopo l’annuncio dell’intenzione di Caterina Merante di chiedere la ricusazione del giudice Abigail Mellace, è proseguita con l’audizione di Rocco Leonetti, indagato in qualità di dirigente generale del Dipartimento Agricoltura alla Regione Calabria. Per Leonetti la Procura generale ha chiesto il rinvio a giudizio, in base al suo presunto coinvolgimento nelle irregolarità relative al progetto «Tristezza degli agrumi», mentre a chiedere l'interrogatorio del dirigente era stato il suo legale, Nicola Caratelli. Rispondendo alle domande dell’avvocato e del sostituto procuratore generale Massimo Lia, Leonetti ha negato ogni sua responsabilità nella vicenda, descrivendo il suo ruolo nella definizione delle pratiche regionali ed evidenziando la propria assoluta buona fede rispetto ai documenti che l’accusa pone come prova a suo carico. Successivamente si sono tenute le discussioni dei difensori di Domenico Lemma, Michele Montagnese, Luciano Vigna e Rosario Calvano. Per gli ultimi tre il pg Eugenio Facciolla, al tremine della requisitoria aveva già chiesto il totale proscioglimento (era contestato loro un solo capo d’accusa). Le arringhe difensive proseguiranno domani, lunedì, ed anche il 14 gennaio, data aggiunta oggi al calendario già fissato del giudice. Nell’inchiesta «Why not» le accuse contestate vanno complessivamente dall’associazione per delinquere, all’abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode nelle pubbliche forniture, peculato, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, istigazione alla corruzione, estorsione, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, fino a contestazioni minori in materia di lavoro. L’inchiesta fu avviata nel 2006 dall’allora sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Luigi de Magistris e poi avocata dalla Procura generale di Catanzaro, e conquistò la ribalta delle cronache soprattutto per il coinvolgimento dell’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, la cui posizione è stata archiviata nell’aprile dello scorso anno, e dell’ex presidente del Consiglio Romano Prodi, per il quale l’Ufficio gip ha disposto l’archiviazione a fine novembre.

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