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Sanità, Pdl attacca la Regione: "vergognoso
silenzio sul Dg Asp di Cosenza"

Basilicata

Un nuova presa di posizione dei capigruppo del centrodestra in Consiglio regionale sul caso che riguarda Franco Petramala, direttore generale dell'Asp cosentina

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Il Pdl della Calabria ancora una volta incalza contro il Dg dell'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, Franco Petramala e sull'immobilismo e il silenzio della Regione relativamente al caso. Così «Pino Gentile, Gianpaolo Chiappetta, Gabriele Limido, Alberto Sarra, Giuseppe Galati e Giovanni Nucera, nei giorni scorsi avevano scritto al Capo dello Stato per segnalare l'incredibile vicenda del direttore generale dell’Asp di Cosenza, ancora in carica nonostante la dichiarazione mendace effettuata ai tempi della stipula del contratto di lavoro – è detto nella nota – preannunciano una richiesta di discussione in Consiglio regionale. È vergognoso il silenzio della Regione, dei burocrati, su un fatto gravissimo che mortifica ogni concetto di rispetto della norma.
Petramala ha violato il dpr 445/2000 e andava subito rimosso e, invece, continua ad amministrare illegittimamente l’Asp più grande della Calabria». Secondo i capigruppo, «l'assenza di provvedimenti da parte del Presidente della Regione e del direttore generale, che avrebbero dovuto rimuovere subito Petramala chiedendo la restituzione di tutti i compensi percepiti, apre le porte ai giudizi della magistratura contabile e agli altri profili penali. Noi volevamo una risposta politico-amministrativa chiara e forte, ma non c'è stata nè da parte di Loiero, nè da parte del dott, Guerzoni.
La difesa della legalità non si fa con parole vuote e retoriche, ma facendo rispettare rigidamente la legge: è paradossale che un signore, peraltro già condannato con sentenza definitiva per falso e che ha violato la legge sull'autocertificazione, sia ancora saldamente al suo posto».
«La politica – concludono i capigruppo – deve dare garanzie certe di affidabilità allorquando si presentano fatti del genere, senza aspettare interventi esterni che non riguardano, appunto, la capacità di gestione e la credibilità delle istituzioni».

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