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Per Natale niente spese folli in Calabria

Basilicata

È quanto emerge da una ricerca dell'Istituto Demoskopika. Malgrado tutto, però, le famiglie calabresi sono pronte a godersi le feste: il giro d'affari di poco meno di 350 milioni

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Niente spese folli e cenoni all'insegna del fasto in Calabria. Le festività natalizie, al contrario, si preannunciano caratterizzate da una contrazione dei consumi, da una riduzione delle propensione all'acquisto e all'insegna dell'austerity. È quanto emerge da una ricerca dell'Istituto Demoskopika. Malgrado tutto, però, le famiglie calabresi, seppure con oculatezza e prudenza, sono pronte a godersi il periodo delle feste: il giro d'affari stimato per i regali di Natale sarà di poco meno di 350 milioni di euro. La spesa media per imbandire le tavole per la vigilia e per il pranzo del 'venticinquè sarà di circa 175 euro a famiglia per un ammontare complessivo pari a 135 milioni di euro. Secondo le stime dell'Istituto Demoskopika, inoltre, sono circa 180 mila gli alberi 'naturali e non sinteticì acquistati dai calabresi, mentre le bottiglie stappate dovrebbero essere circa 1,7 milioni di cui ben l'80% di produzione locale. I cotechini e gli zamponi consumati durante l'intero arco temporale delle festività dovrebbero raggiungere quota 250 mila mentre i calabresi acquisteranno circa 260 mila 'stelle di natalè. «La crisi economica ancora in corso - ha dichiarato il presidente dell'Istituto Demoskopika, Raffaele Rio - si manifesta anche nei modi con cui le famiglie calabresi si preparano a trascorrere le festività natalizie. Si preferisce il ritorno alla tradizione con casa propria o di amici che la fanno da padrone piuttosto che i viaggi all'estero. Meglio andare alla ricerca di dolci ed alimentari di produzione artigianale che acquistare addobbi per la casa. Per questi ultimi vige la legge del riciclo dei beni utilizzati negli anni precedenti. Anche per il 2009, tasse e imposte hanno condizionato i cittadini anche nella programmazione delle festività natalizie a tal punto che sarebbe opportuno anticipare la stagione dei saldi per non compromettere il già precario sistema economico degli esercizi commerciali». Condizionamenti natalizi: in testa bollette e mutui. Nell'ultimo anno, oltre quasi la metà delle famiglie calabresi (47,4%) ha incontrato difficoltà economiche maggiormente nel sostenere il pagamento delle utenze domestiche (bollette luce, gas, ecc.). Molte famiglie calabresi hanno palesemente ammesso rilevanti problemi anche per il pagamento del mutuo (21,3%), per le spese di istruzione dei figli (20,4%), per il pagamento delle spese mediche (18,7%) e, infine, per le spese di affitto (14,9%). Le preferenze dei calabresi: svettano giocattoli e prodotti tecnologici. Tra i doni più gettonati del Natale 2009 ci sono i giocattoli (56,3%) e i prodotti tecnologici 54,8%) tra i quali prevalgono lettori Mp3, cellulari e televisore al plasma. Tra gli acquisti di Natale, quest'anno, dovrebbero andare bene anche i prodotti alimentari meglio se di provenienza artigianale e locale (52,1%) e i prodotti di cosmesi e profumi (49,5%). In direzione opposta le decisioni di acquisto legate ai viaggi (38,9%), ai libri (36,9%), agli articoli per la casa e all'abbigliamento indicati rispettivamente solo dal 32,8 per cento e dal 29,2 per cento dei calabresi. I luoghi di acquisto: si fa spazio internet. Quasi il 20 per cento del campione intervistato utilizzerà la rete internet per orientarsi sui prodotti natalizi: dal confronto dei prezzi tra i vari prodotti all'acquisto dei prodotti passando per un'oculata selezione dei prodotti in termini di rapporto qualità/prezzo. Mantengono il loro primato i canali commerciali tradizionali. In testa la grande distribuzione (62,8%). A seguire i piccoli negozi (44,9%) e i mercatini (39,2%)

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