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Corteo No Ponte, il racconto drammatico
del figlio di Nisticò

Basilicata

«Papà? Potevaessere salvato». Il racconto del figlio di Franco Nisticò morto dopo il comizio: «Ero vicino a lui, speravo nei soccorsi ma sono arrivati tardi»

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«Gli sono stato vicino quando è crollato dopo il suo intervento, ho capito subito che la situazione era drammatica, ma speravo che l’arrivo dell’ambulanza potesse salvargli la vita. Purtroppo gli interventi non sono stati immediati». Esprimono rabbia e tanto dolore le parole di Guerino Nisticò, figlio di Franco morto sabato alla fine del suo appassionato discorso alla manifestazione “No Ponte” di Villa San Giovanni.
La drammatica notizia ha provocato sconcerto e incredulità, non solo nella comunità di Badolato, di cui era stato sindaco, ma anche nel comprensorio e in tutta la Calabria.
Nisticò era conosciuto per la sua passione politica, le lotte per la statale 106, per le pesanti accuse alla classa politica calabrese, al governo Berlusconi. Il sindaco di Badolato, Nicola Parretta, ha annunciato che, se ci sarà l’autorizzazione dei familiari, sarà proclamato il lutto cittadino e sarà allestita la camera ardente per rendere onore all’esponente del Partito Democratico. Oggi i familiari decideranno se chiedere l’autopsia e presentare denuncia per il mancato intervento dell’ambulanza. Intanto, ieri mattina la comunità di Badolato si è stretta attorno alla moglie Jole Criniti, ai figli Guerino, Antonio, Enrico, Roberto, Maria Vittoria, al papà, alla sorella e al fratello.

LE REAZIONI

'Rete No Ponte'

«Sentiamo di dover nuovamente esprimere il nostro più sincero e doloroso cordoglio ai familiari di Franco Nisticò, deceduto sabato mentre partecipava alla nostra giornata». «Nonostante – prosegue la nota – la positiva riuscita del corteo, che ha visto la cospicua e pacifica mobilitazione di migliaia di partecipanti da tutto il Paese per dire no ad un’opera inutile e dire si alle vere priorità dei nostri territori, la Rete esprime forti perplessità sull'assetto sanitario e le misure di sicurezza predisposti in occasione della Manifestazione Nazionale del 19 dicembre». «Riteniamo inconcepibile – aggiunge la Rete No Ponte – che migliaia di manifestanti debbano sfilare condizionati da un’atmosfera resa surreale dall’eccessivo dispiegamento di forze dell’ordine e ricordiamo che ieri sono state impiegate forze via terra, via mare e con mezzi aerei, a nostro avviso eccessivi per il reale svolgimento della giornata. Inoltre, all’inadeguata predisposizione di presidi sanitari per la sicurezza e l'incolumità dei manifestanti, si è contrapposta la decisiva assunzione di responsabilità da parte del nostro servizio d’ordine che ha, difatti, impedito che la situazione degenerasse». «Pertanto la Rete, nel chiedere – conclude – che vengano avviate le adeguate misure per l’accertamento delle responsabilità di quanto accaduto, ha deciso di affidarsi ad un pool di legali per andare in fondo a questa incomprensibile ed intollerabile vicenda».

Il segretario regionale di Rifondazione comunista, Nino De Gaetano

«Con Franco Nisticò se ne va un autentico combattente per i diritti dei calabresi. Dal lungo impegno amministrativo nella sua Badolato alle innumerevoli lotte per la difesa e lo sviluppo del territorio, Nisticò ha incarnato un attivismo genuino, disinteressato e popolare, sempre schierato dalla parte dei cittadini». «Per questo oggi – aggiunge De Gaetano – il partito calabrese della Rifondazione comunista ricorda e piange non solo il compagno, storico rappresentante del Pci badolatese, ma anche l'infaticabile animatore di battaglie sempre condotte in prima linea, senza mai derogare o risparmiarsi. La morte, sopraggiunta alla fine del suo intervento dal palco della manifestazione contro il Ponte di Messina, ne ha sancito per sempre e nel modo peggiore la passione e l’infaticabile impegno. La profonda tristezza per la morte di Franco Nisticò si unisce, in queste ore, all’inquietudine per quanto denunciato dagli organizzatori della manifestazione. Nonostante l’imponente dispiegamento di uomini e mezzi (in azione anche elicotteri e imbarcazioni della Guardia costiera) schierato per accogliere i manifestanti di Villa San Giovanni, infatti, Nisticò è stato trasportato in ospedale su un camioncino della Polizia di Stato, visto che incredibilmente nessuna ambulanza del 118 si trovava sul posto (in compenso c'erano i reparti in assetto antisommossa)».
«La denuncia degli organizzatori – conclude De Gaetano – non può e non deve restare inascoltata: ci aspettiamo che chi doveva garantire un’efficiente assistenza sanitaria ora accerti l'accaduto senza sconti per nessuno».

Questura di Reggio Calabria

«Franco Nisticò è stato prontamente soccors da quattro medici della Polizia di Stato». «I medici intervenuti in soccorso di Nisticò – prosegue la nota della Questura reggina – erano stati comandati di servizio con ordinanza del questore, Carmelo Casabona». Secondo la Questura, inoltre, «Nisticò è stato trasportato con urgenza con un ambulanza della Polizia di Stato negli Ospedali riuniti di Reggio Calabria, dove è deceduto per infarto cardiaco».

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