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Crotone: truffa alla sanità, perquisizioni
in altre cinque regioni

Basilicata

La Digos di Crotone avrebbe scoperto una presunta truffa ai danni dello Stato per falsi rimborsi per interventi chirurgici effettuati in cliniche private di Crotone

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Una serie di perquisizioni in Calabria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Lombardia sono in corso di esecuzione da parte della Digos nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Crotone su una presunta truffa ai danni dello Stato per falsi rimborsi per interventi chirurgici effettuati in cliniche private di Crotone.
Otto gli indagati, tra i quali i proprietari della casa di cura Villa Gioise di Crotone, i fratelli Giovanni, Alfonso e Anastasia Ussia, tutti e tre chirurghi, che, secondo l’accusa, oltre a farsi pagare indebitamente dai pazienti gli interventi, avrebbero anche ottenuto il rimborso da parte dell’Azienda sanitaria producendo false attestazioni nelle quali si facevano passare per operazioni rimborsabili interventi che non lo erano.I tre sono accusati di associazione per delinquere, truffa e concussione.
Per un altro indagato, Vincenzo Speziali, di 35 anni, di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), residente a Roma, definito dagli inquirenti come un faccendiere, vengono ipotizzate le accuse di tentata estorsione e millantato credito per avere chiesto 12 mila euro a Giovanni Ussia al fine di fare pressione sul presidente della Regione Agazio Loiero, affinchè interrompesse il procedimento di revoca delle convenzioni tra la Regione e la clinica. Una richiesta fatta millantando indebitamente credito presso Loiero che era all’oscuro di tutto.
Dalle indagini è emerso anche un passaggio di titoli di credito per svariati milioni di euro, sulla cui autenticità sono ancora in corso accertamenti. Per questo filone, sono indagati Giuseppe Mazzullo, di 49 anni, di Cosenza, Giuseppe Scicchitano (39), di Crotone, Sergio Pisaneschi (66), di Pistoia, e Marco Andreotti (36) di Monza. I quattro sono accusati di truffa. Secondo l’accusa avrebbero consegnato a Giovanni Ussia cinque milioni di euro in titoli-polizze assicurative Ina ottenendo, in garanzia, un numero imprecisato di assegni che avrebbero poi cercato di monetizzare. Le perquisizioni sono in corso nelle abitazioni e negli uffici degli indagati, negli studi medici dei fratelli Ussia e nelle cliniche dove operano.
Dagli atti dell’indagine che ruota attorno alla casa di cura privata Villa Giose di Crotone, emerge anche un passaggio di titoli per milioni di euro sui quali la Procura della Repubblica sta effettuando accertamenti. In particolare, ipotizza l’accusa, Giuseppe Scicchitano, Marco Andreotti e Sergio Pisaneschi, avrebbero consegnato a Giovanni Ussia 5 milioni di euro in titoli-polizze assicurative Ina, «affinchè l'Ussia procedesse al ripianamento delle perdite relative al bilancio dell’anno 2007 della casa di cura Villa Giose e sottoscrivesse quota parte del capitale sociale deliberato nel gennaio dell’anno 2009; Ussia in cambio avrebbe consegnato ai tre soggetti quale corrispettivo-garanzia un numero imprecisato di assegni; successivamente Giuseppe Scicchitano, Andreotti Marco e Pisanenschi Sergio si sarebbero fatti restituire i titoli da Ussia al fine di far ottenere a quest’ultimo somme di danaro attraverso sconto o anticipazione dei predetti titoli».

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