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Potenza, nuovo impianto per il biogas a Pallareta

Basilicata

Sarà l'impresa Marcopolo a ralizzare (a proprie spese la struttura) che convertirà i fumi inquinanti della discarica in energia elettrica da rivendere, con percentuale garantita per il comune

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POTENZA - Lo scopo è duplice: abbattere le emissioni di biogas della discarica e, nel frattempo, guadagnare risorse incamerando energia da rivendere al gestore unico. La discarica di Pallareta-Montegrosso, ormai satura (in attesa dell’autorizzazione regionale per la nuova vasca da 100 mila metri cubi), è forse il più grande deposito di rifiuti solidi urbani della Basilicata. E il nuovo “impianto energetico biogas della discarica di rifiuti solidi urbani sita in località Montegrosso-Pallareta nel comune di Potenza” sarà l’unico - almeno per dimensioni - sul territorio lucano. Arriva un po’ in ritardo secondo le previsioni (quando fu appaltata la gara, nella scorsa primavera, l’avvio delle procedure di estrazione era previsto per questo autunno) visto che ieri sono stati consegnati i lavori: ci vorrano circa sei mesi per rendere operativo l’impianto.
Il nuovo impianto di biogas trasformerà il rifiuto gassoso (che fuoriesce dalla discarica ed è composto per metà da metano, per il 35 per cento di anidride carbonica e per la restante parte da ossigeno e azoto e per questo viene considerato pericoloso per l’uomo) in energia. Ieri, al virtuale taglio del nastro del “cantiere” erano presenti anche i consiglieri della sesta commissione consiliare (presieduta da Antonio Losasso, Pu) che proprio sul tema dei rifiuti sta sviluppando un percorso di indagine anche per far fronte alla richiesta specifica che era stata sollevata dall’opposizione. Sarà l’impresa piemontese Marcopolo, leader nel settore, a realizzare e gestire l’impianto, per un importo di costruzione pari a circa 1 milione e 400 mila euro, accollandosene i costi (l’impresa è stata selezionata con gara), ma contemporaneamente dovrà garantire una certa percentuale di guadagno, nel rivendere l’energia prodotta, al comune. L’energia ottenuta, nel corso degli anni, subirà una diminuzione fisiologica (man mano che passa il tempo, si andrà esaurendo anche il biogas emesso dai rifiuti), ma per il comune c’è comunque un minimo garantito di 20 mila euro all’anno di introito (la durata prevista del contratto è di 14 anni, eventualmente prorogabili se dovesse proseguire l’emissione del biogas). «Già il punto di partenza appare buono, recuperando il gas che attualmente viene prodotto e trasformandolo in energia e risorse economiche». Con l’assessore all’Ambiente Nicola Lovallo, c’era anche il sindaco Santarsiero: «Bisogna fare i conti con un dato, il biogas prodotto dalle discariche è, a dispetto del senso comune, molto più pericoloso delle emissioni di un qualunque impianto di incenerimento». A regime l’impianto dovrebbe riuscire a produrre circa 500 kilowatt ogni ora, «quanto serve per un paese di circa 1000 abitanti». Secondo i primi calcoli, il comune, con questo contratto, dovrebbe ricevere circa 400 mila euro all’anno che dovranno essere reinvestiti in questo stesso settore, con operazioni di risparmio energetico o operazioni a “impatto zero”». Resta uno spunto, ma il segnale «è importante e soprattutto concreto».
Questo a pochi giorni dalla trasformazione dell’Acta (l’azienda municipalizzata delegata alla raccolta dei rifiuti) in una società per azioni e c’è un altro “pezzo” del ciclo dei rifiuti cittadino su cui si dovrà ragionare. «Oggi Potenza, con le discariche sature e la stazione di trasferenza - spiega Domenico Iacobuzio, presidente dell’Acta - è il semplice punto intermedio del ciclo (i rifiuti vengono raccolti dal comprensorio, ma poi smaltiti in discariche lontane). Con la realizzazione della nuova discarica e l’avvio dell’inceneritore, potremmo pensare di diventare il punto finale del ciclo comprensoriale dei rifiuti».

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