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Arpacal, approvato dal Ministero alla Sanità
progetto epidemologico "Ambiente-Salute"

Basilicata

Il progetto prevede la raccolta, lo studio e l'elaborazione di dati epidemiologici ambientali per valutare interazioni tra ambiente e salute

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Il Ministero della Salute, attraverso il Centro nazionale per la prevenzione ed il controllo delle malattie, ha comunicato l’approvazione del progetto esecutivo dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpacal) per la «Raccolta, lo studio e l'elaborazione di dati epidemiologici ambientali per la valutazione delle interazioni tra ambiente e salute».
«Il progetto, della durata di due anni e con un finanziamento di oltre 200mila euro – è detto in un comunicato dell’Arpacal – ha l’obiettivo di raccogliere tutti i dati ambientali e sanitari provenienti dai diversi attori del territorio calabrese, aziende sanitarie in primis, per avere una fotografia in tempo reale dell’evoluzione del rapporto tra le patologie riscontrate e le eventuali cause da ascrivere a fenomeni di inquinamento ambientale.
Si tratta, quindi, di un importante progetto che coinvolge l’Arpacal ma anche altri attori qualificati, come il Dipartimento Tutela della Salute della Regione e le Unità operative di Epidemiologia delle Aziende sanitarie».
«Il nostro Centro di epidemiologia regionale ambientale (Cera) – afferma il direttore generale dell’Agenzia, Vincenzo Mollace – oltre che rappresentare la naturale interfaccia della Regione per quanto riguarda la ricerca nel settore, avrà il compito di connettere questo progetto esecutivo anche agli altri studi, che ci vedono partner di primo piano, come quello sulla cancerogenesi ambientale, partito nel 2008, nonchè i lavori della task-force costituita per fronteggiare l’emergenza ambientale a Crotone».
Il progetto – che avrà come referente Arpacal Michelangelo Iannone, dirigente nel Cera – ha come obiettivi finali «anche la corretta informazione da dare al pubblico, soprattutto nei casi di emergenze ambientali con ripercussioni sulla salute collettiva, e la migliore conoscenza di tali fenomeni da parte dei decisori politici, per una più efficace programmazione».

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