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Regionali: nasce il movimento
«La Calabria che vogliamo» per Zavettieri

Basilicata

Il movimento politico culturale si ispra ai valori del riformismo laico, liberale e cattolico

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E' Giuditta De Santis il presidente del neo-costituito movimento politico-culturale «La Calabria che vogliamo» che da statuto, risulta ispirarsi ai grandi valori del riformismo laico, liberale e cattolico, annoverabili nella grande famiglia del socialismo illuminato. Il movimento sosterrà alle primarie le posizioni e le tesi del partito socialista guidato in Calabria da Saverio Zavettieri.
Giuditta e i tanti calabresi che in questi mesi hanno aderito al movimento si sono dichiarati stanchi di una classe politica regionale che da tanto, troppo tempo, non riesce più a dare risposte fruttuose alle forti istanze sociali che animano la regione, generando in tanti sfiducia e perdita d’identità, oltre che uno stato di diffuso sottosviluppo.
Per questa ragione il movimento intende contribuire a dare una spallata a questo stato di cose, offrendo il suo apporto di idee e impegnandosi concretamente affinchè finalmente le cose cambino in Calabria. Con la sua azione il movimento intende, infatti, contribuire a risanare il sistema, a ristabilire la legalità e lo stato di diritto, a dare spazio alla meritocrazia, a puntare decisamente su turismo, cultura e produzioni tipiche locali per fare finalmente ripartire in maniera sana l’economia regionale».
I dati sui cui Giuditta De Santis invita i calabresi a riflettere sono tanti: «Siamo fuori – afferma – da tutto ciò che è Europa e ci presentiamo ad affrontare le prossime sfide con un divario enorme. La Calabria è infatti considerata dai più, oltre che dall’Istat, l’ultima regione d’Italia. La sicurezza è in diverse aree a forte rischio con una criminalità sempre più invasiva. Registriamo scarsa competitività e attrattività, per cui fare impresa in Calabria non è semplicemente difficile, ma molto di più». Alla luce di tutto questo la socialista De Santis ne è certa, saranno in tanti i calabresi che intendono riscattarsi non chiuderanno la porta al movimento «La Calabria che vogliamo».

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