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Bomba al tribunale di Reggio, numerose le reazioni di sdegno

Basilicata

Sono numerosissime le reazioni dal mondo politico e istituzionale all’episodio di Reggio Calabria, dove un ordigno è esploso davanti al portone del tribunale

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Sono numerosissime le reazioni di sdegno dal mondo politico all’episodio di Reggio Calabria, dove 117423un ordigno è esploso, poco prima delle cinque di questa mattina, davanti al portone del tribunale, all'ingresso dell'ufficio del giudice di pace, ma evidentemente indirizzato alla Procura generale che ha lì a fianco il suo ingresso.

LOIERO - "E' un atto di una gravità inaudita e si respira un clima molto pesante. Bisogna fare fronte comune per evitare che i poteri criminali attentino alla democrazia". E' il commento a caldo del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero. "La Calabria vera - ha aggiunto Loiero - è vicina ai magistrati reggini che non si faranno certamente intimidire da episodi anche così pesanti, come non si sono mai fatti intimidire in passato".
SCOPELLITI - Il sindaco di Reggio Calabria e candidato del Pdl alla presidenza della Regione, Giuseppe Scopelliti, ha espresso "a nome della città, solidarietà e vicinanza alla magistratura reggina che in questi ultimi anni ha inferto ai poteri criminali un duro colpo, aggredendo i patrimoni della 'ndrangheta come mai era accaduto prima, mettendo in campo grande professionalità e competenza rispetto a un tema delicato come quello del contrasto alla criminalità organizzata che rappresenta, in una città in grande crescita, un cancro da estirpare". "Questo atto – ha detto ancora Scopelliti - spinge tutte le istituzioni a partire dal Comune a continuare nel lavoro di trasparenza e di moralizzazione della cosa pubblica per arginare sempre più all'interno della nostra comunità le forme di illegalità".
BOVA - "L'attentato perpetrato questa mattina è un episodio gravissimo che colpisce uno degli uffici giudiziari più impegnati nella lotta alla 'ndrangheta; tale atto di inaccettabile spregiudicatezza, che condanniamo con forza, indigna e allarma perché conferma come la criminalità organizzata sia tornata ad alzare il tiro" ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, intervenendo sull'esplosione avvenuta questa mattina in piazza castello, davanti al Tribunale di Reggio Calabria. "L'attacco della malapianta criminale – ha proseguito Bova - è stato indirizzato ad un'istituzione fondamentale nell'azione di contrasto allo strapotere delle cosche. La procura generale, infatti, è competente nell'irrogazione delle misure di prevenzione patrimoniale, che costituiscono lo strumento più efficace per depotenziare al cuore la pericolosità le 'ndrine. In pari luogo, essa è chiamata a svolgere le funzioni requirenti nei processi di mafia che pendono dinanzi alla Corte d'Appello. Su tali basi, non esiste alcun dubbio sulla matrice di quanto avvenuto alle cinque di questa mattina in prossimità della centralissima piazza Castello a Reggio". "A nome del Consiglio regionale della Calabria – ha concluso Bova - respingiamo con sdegno questo nuovo gravissimo attacco che, colpendo un'istituzione fondamentale ai fini del rispetto della legalità, è un tentativo di destabilizzare la stessa vita democratica delle nostre comunità. Al procuratore generale Salvatore Di Landro e agli altri magistrati che operano in questo ufficio, rivolgiamo la nostra piena solidarietà e vicinanza istituzionale e, ancor prima, umana e personale".
NAPOLITANO - "Appresa la notizia del grave atto intimidatorio compiuto questa notte agli uffici della Procura Generale di Reggio Calabria, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso ai capi degli uffici requirenti della città la sua solidarietà e la vicinanza del Paese a tutti i magistrati reggini. Il Capo dello Stato - rende noto un comunicato del Quirinale - ha manifestato il convinto apprezzamento e il forte incoraggiamento alla tenace azione, assieme alle forze dell'Ordine, di contrasto della criminalità, assicurando il pieno sostegno delle istituzioni".
FINI – Anche il presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, ha espresso il proprio sostegno e la propria piena solidarietà ai magistrati e a tutti gli operatori della giustizia del Tribunale di Reggio Calabria, per il "vile attentato di questa notte". "Nell'esprimere la più ferma condanna per il grave episodio", Fini ha dichiarato la sua vicinanza a quanti quotidianamente svolgono con dedizione e senso di responsabilità il proprio lavoro nel nome della legalità e della democrazia.
SCHIFANI - "Condanno senza riserve un atto ignobile e criminale" ha dichiarato il presidente del Senato, Renato Schifani. "La violenza del gesto – ha affermato Schifani in un comunicato - testimonia l'efficacia dell'azione di contrasto alla piaga della criminalità organizzata condotto con determinazione dalla magistratura reggina. Le Istituzioni democratiche sono e saranno sempre al fianco di chi quotidianamente lotta contro il sistema mafioso e - conclude il Presidente del Senato - non abbasseranno mai la guardia, tanto meno di fronte a qualsiasi atto intimidatorio".
CSM - «Solidarietà piena e sostegno convinto» all’azione dei magistrati di Reggio Calabria sono stati espressi a nome dell’intero Consiglio Superiore della Magistratura in un telegramma inviato dal vice presidente Nicola Mancino al presidente della Corte di Appello di Reggio Calabria Luigi Gueli e al procuratore generale, Salvatore di Landro: «Il Consiglio Superiore della Magistratura - è scritto nel telegramma - consapevole dei positivi risultati colti pur tra non poche difficoltà organizzative dagli uffici giudiziari di Reggio Calabria nella lotta alla criminalità organizzata, esprime solidarietà piena e sostegno convinto all’azione dei magistrati reggini».

VESCOVI - Preoccupazione è stata espressa dal presidente della Conferenza episcopale calabra, mons. Luigi Mondello: «Siamo di fronte – afferma mons. Mondello – a gente violenta, senza scrupoli e senza coscienza. Noi – ha concluso - continueremo a lavorare combattendo questi sistemi, predicando un messaggio di speranza e di coesione».
MINNITI - «Quello di Reggio Calabria è un atto senza precedenti dal forte valore simbolico contro un sistema che sta lavorando con efficacia contro la ndrangheta. Ora serve una risposta ferma, chiara e compatta da parte dello Stato a sostegno della magistratura e delle forze di polizia».
PALOMBA - «Il clima di odio nei confronti dei pubblici ministeri, che rappresentano il baluardo nella lotta alla criminalità organizzata, rende quest’ultima più forte, alimentando le idee criminali». Lo afferma il deputato dell’ Idv Federico Palomba, vicepresidente della commissione giustizia alla Camera che ribadisce la posizione del partito di Di Pietro sull'attentato alla Procura di Reggio Calabria. «La solidarietà alla magistratura, che da parte di Italia dei Valori non è mai mancata e, in quest’occasione, viene rinnovata – sostiene Palomba – non basta più. È necessario, oltre che fare luce sul grave episodio di Reggio Calabria, dire basta al clima di odio che per molti anni è stato alimentato contro la magistratura e, soprattutto, contro i pubblici ministeri».
BINDI - "Siamo al fianco dei magistrati di Reggio Calabria, cui va la nostra piena solidarietà e il nostro incondizionato sostegno per il difficile e rischioso impegno che profondono quotidianamente contro la criminalità organizzata". Lo afferma Rosy Bindi (Pd), vicepresidente della Camera. "La risposta delle istituzioni al gravissimo atto di intimidazione compiuto questa mattina - sostiene Bindi - deve essere ferma e univoca per dimostrare che non ci saranno cedimenti nella difesa della legalità. Il governo rifletta sulla necessità di rafforzare con mezzi e risorse adeguate l'azione della magistratura nel Mezzogiorno e in Calabria, anche ripensando le norme sulla vendita dei beni confiscati alle mafie".
NAPOLI - "L'ignobile attentato perpetrato davanti alla Procura Generale di Reggio Calabria rappresenta sicuramente un fatto di notevole gravità e un segnale da non sottovalutare" ha dichiarato Angela Napoli, componente della Commissione parlamentare Antimafia. "La notevole e importante attività di contrasto alla criminalità organizzata che la magistratura reggina ha portato avanti, soprattutto negli ultimi tempi - ha continua Napoli - sta certamente preoccupando i criminali, i quali tentano di creare un clima di allarmante intimidazione. Nel condannare il vile attentato, esprimo sincera solidarietà alla magistratura reggina, sicura che non verranno meno coraggio, impegno e professionalità dimostrati fino ad oggi e che diverrà più incisiva l'attività di contrasto alla 'ndrangheta e alle sue collusioni".
LUMIA - "Un fatto gravissimo, che non bisogna sottovale" lo ha definito anche il senatore Giuseppe Lumia (Pd), altro componente della Commissione parlamentare Antimafia. "La 'ndrangheta - ha detto Lumia - rimane ancora una delle mafie più forti e pericolose del mondo. L'azione di forze dell'ordine e magistratura sta ottenendo a Reggio dei risultati positivi e sta iniziando a colpire la 'ndrangheta in modo sistematico con la cattura di pericolosi latitanti e con l'aggressione ai loro patrimoni". "Adesso - ha osservato ancora il parlamentare del Pd - mi auguro che si metta da parte la retorica di questi anni per cui tutti si è concordi sulla pericolosità della 'ndrangheta ma poi la Calabria viene lasciata sola a sfidare un nemico che è potente e collusivo in ampi settori dell'economia e della politica".
LI GOTTI - Si tratta di "un fatto gravissimo ma non isolato – ha commentato il senatore Luigi Li Gotti (Idv), anche lui componente della Commissione parlamentare Antimafia - Si calcola che in Calabria siano compiuti circa 10.000 atti intimidatori ogni anno. Certo, quest'ultimo episodio ha una valenza più importante perché compiuto di fronte a un ufficio pubblico, strategico sul territorio". "Ci troviamo di fronte a una vera e propria escalation in Calabria - sottolineato Li Gotti - Si registra una recrudescenza di episodi 'mirati': prima di Reggio Calabria c'erano stati gli atti intimidatori della scorsa settimana a Crotone. Le intimidazioni - conclude - sono un atto di 'comunicazione' normale sul territorio calabrese".
TASSONE - La bomba "è un fatto che desta preoccupazione" anche per Mario Tassone, deputato dell'Udc e membro della Commissione Antimafia. "E' un segnale certamente che deve fare pensare - ha detto - e va fatta una riflessione forte, anche sulle ragioni che hanno portato a questo". "Non c'è dubbio - ha continuato Tassone - che questa è l'occasione per rinnovare sentimenti non formali di solidarietà verso la magistratura reggina e tutti coloro che sono preposti a garantire l'ordinato vivere civile in una regione tormentata e scossa, come la Calabria".
GOLFO - E "ferma condanna per gli autori di quest'attentato alla serenità civile di Reggio Calabria, per il quale tutti i calabresi manifestano sdegno e rifiuto" ha espresso anche Lella Golfo, deputata reggina del Pdl. "Ho fiducia negli inquirenti e nelle forze dell'ordine - ha detto Golfo - Faranno luce su questo episodio e sulla 117137pistola trovata ieri nell'ospedale di Locri. Hanno tutto l'appoggio della deputazione e della società civile calabresi".
DE GAETANO – “L’attentato contro gli uffici della Procura costituisce un segnale di inaudita gravità per la spavalderia con cui è stato compiuto e per il pesante messaggio intimidatorio che intende inviare ai magistrati reggini, impegnati in una delicata quanto efficace azione di contrasto alla criminalità organizzata”, dichiara il segretario regionale del Prc e presidente della Commissione regionale antimafia, Nino De Gaetano che esprime “vicinanza e solidarietà al Procuratore generale e all’intera magistratura reggina per l’ignobile attacco subìto”. “Forse gli innumerevoli colpi messi a segno contro la ‘ndrangheta, tra arresti di importanti latitanti e sequestri e confische di beni sottratti alla disponibilità finanziaria dei clan, hanno spinto le cosche ad un’inedita azione intimidatrice il cui unico effetto prodotto, però, sarà quello di far stringere le istituzioni democratiche e i calabresi onesti ancora di più al fianco dei magistrati di Reggio”.
DE MAGISTRIS - ''Non è la prima volta che Reggio Calabria diventa crocevia di attentati dinamitardi compiuti dalla criminalità organizzata nei confronti delle istituzioni democratiche. Questo è accaduto spesso quando l'attività della magistratura ha avuto ad oggetto i rapporti tra politica e 'ndrangheta, tra quest'ultima e persone delle istituzioni'': lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato dell'IdV ed ex pm, in relazione all'atto intimidatorio compiuto questa notte ai danni degli uffici della Procura generale di Reggio Calabria. ''La strategia della tensione - spiega De Magistris in una nota - è uno dei mezzi di comunicazione della 'ndrangheta anche quando viene colpita nei suoi interessi economici. Bisogna mantenere alta la vigilanza democratica ed essere vicini alle donne e agli uomini delle istituzioni impegnati per l'attuazione e la difesa della legalità. La magistratura - conclude De Magistris - dovrà far piena luce su questo gravissimo fatto criminoso''.
D'IPPOLITO -«L'attentato contro la Procura Generale di Reggio Calabria rappresenta l'ennesimo segnale di un’attività criminosa da non sottovalutare». «La criminalità organizzata – prosegue d’Ippolito – rialza il tiro contro l’operato che la magistratura reggina sta portando avanti con determinazione e successo».
LO MORO - ''Il ministro Maroni, che non potrà non occuparsi della Calabria nelle prossime ore, considerata la gravità dell'ultimo episodio che ha come obiettivo i magistrati di una Procura particolarmente impegnata sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata, ai quali va espressa solidarietà incondizionata, non può che rendersi conto che la sicurezza in Calabria è messa a rischio da una criminalità radicata ed invasiva che va contrastata con maggiore incisivita'''. A sostenerlo e' la parlamentare del Pd Doris Lo Moro, componente la commissione Affari costituzionali. ''La Calabria - aggiunge - non può capire un Governo che vede nell'immigrazione clandestina la maggiore causa dell'insicurezza dei cittadini. Non lo può capire perché è terra di emigrazione e di accoglienza ma anche e soprattutto perché la vita dei calabresi e' un percorso ad ostacoli, in cui si registrano giornalmente attentati ad amministratori ed imprese, omicidi anche di giovanissimi, episodi criminali in luoghi destinati alla cura ed in cui l'attività dei magistrati e delle forze dell'ordine richiede più coraggio e più determinazione che altrove''. ''Basterà oggi la bomba davanti alla Procura generale di Reggio - afferma Doris Lo Moro - a imporre all'attenzione del Governo la situazione calabrese? Io sono sicura che se l'episodio fosse successo in altri luoghi sarebbe stato oggetto di un'informativa del Governo al Parlamento. Cosa succederà per la Calabria? Su questo presenterò un'interrogazione al Ministro dell'Interno e mi auguro che la risposta possa dare conto di iniziative immediate da assumere nelle prossime ore''.
BELCASTRO - “Il giro di vite degli ultimi anni da parte della magistratura reggina che ha messo sotto scacco la 'ndrangheta a Reggio e provincia, ha evidentemente indebolito le cosche che, preoccupate dalla forte azione di repressione, inviano segnali di non trascurabile pericolosità” ha detto Elio Belcastro, del Movimento per le autonomie e componente della Commissione parlamentare Antimafia. “La matrice dell'attentato è abbastanza evidente: le forze del crimine stanno reagendo così di fronte ad un'azione ormai pressante nei loro confronti che la privano del cospicuo patrimonio, illegalmente accumulato negli anni. Il clima allarmante di intimidazione delle cosche, creato intorno alla magistratura reggina, non è da sottovalutare, ma sono certo che l'attentato intimidatorio, non farà arretrare di un solo centimetro gli investigatori che, anzi, intensificheranno il loro impegno e la loro azione di contrasto, nei confronti di una criminalità che, duramente colpita, si vede costretta, adesso, ad abbandonarsi ad atti di ritorsione. Respingendo, pertanto, con sdegno il vile attentato alla Procura di Reggio, esprimo sincera solidarietà alla magistratura reggina tutta”.
TRIPODI - “Un fatto di una gravità inaudita e senza precedenti nei confronti del quale esprimiamo la più ferma e totale condanna dei Comunisti Italiani della Calabria”. A sostenerlo, in una nota, Michelangelo Tripodi, assessore regionale, nonché segretario calabrese e responsabile del Dipartimento per il mezzogiorno del PdCI, in relazione all'attentato avvenuto questa notte ai danni della Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria.
“Si tratta di un attentato che fa emergere ancora una volta la gravità dell'attacco mafioso, senza alcun timore né alcuna remora – afferma Tripodi – che colpisce al cuore una delle più alte istituzioni della magistratura reggina creando grande preoccupazione e allarme nell'opinione pubblica”.
“È davvero inimmaginabile, sostiene Tripodi, che, nonostante i sistemi di sicurezza più avanzati, gli uomini della 'ndrangheta possano raggiungere impunemente la sede della Procura Generale per compiervi un attentato che, probabilmente, vuole avere un carattere simbolico e dimostrativo.
La criminalità alza sempre più il tiro e bisogna quindi fare fronte comune per garantire i sacri principi della democrazia e della legalità”.
“L’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle – prosegue Tripodi – è stato segnato da una catena infinita di atti intimidatori che hanno colpito ripetutamente e chi lotta contro la barbarie della criminalità e chi amministra la cosa pubblica nell’interesse dei cittadini e della civile trasparenza. Il 2010 si apre con questo allarmante attentato che non può non destare in tutti noi grande preoccupazione”. “Ci vuole una risposta forte – continua Tripodi – da parte di tutti gli organi competenti ed ognuno di noi deve fare la propria parte per contrastare efficacemente coloro che con la violenza vogliono tenere sotto scacco la vita democratica e civile della nostra città e della nostra regione”.
NUCARA - "La piena solidarietà del Pri alla procura reggina che si e' vista attaccare da un vile gesto di cui è fin troppo chiara la natura". Lo dichiara in una nota il segretario del Pri Francesco Nucara, che aggiunge: "Bisogna lavorare tutti e con fermezza affinché la magistratura al Sud non venga ricattata e minacciata dalla mafia". "Le forze politiche, mai come ora - sottolinea Nucara - devono mostrarsi unite e compatte nel primario obiettivo di stroncare la malavita organizzata. Il governo sta facendo bene, ma su questi temi c'è bisogno dell'aiuto di tutti senza se e senza ma. Purtroppo per la Calabria, questo e' un pessimo inizio della campagna elettorale".
CONSOLO - "Sono questi i magistrati che meritano la più piena solidarietà da parte dei cittadini tutti. Si tratta di magistrati che operano con coraggio e coscienza, evitando una inutile esposizione mediatica e rischiando, è proprio il caso di dirlo, la loro vita per la sicurezza di noi tutti". Lo dichiara Giuseppe Consolo, deputato del Pdl e vice presidente della Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio. "Bene ha fatto il nostro primo cittadino -prosegue Consolo- ad esaltare il coraggio con cui i magistrati, specie quelli del Sud Italia, svolgono la loro delicata funzione, esposti nell'espletamento del loro lavoro a rischi di ogni genere". "E' grazie all'opera silenziosa di questi magistrati ed appartenenti alle forze dell'ordine - rimarca Consolo - che si stanno acquisendo risultati sempre più positivi nella lotta alla criminalità organizzata".

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