Salta al contenuto principale

1^ Divisione, a Cosenza la presentazione
del nuovo portiere

Basilicata

«Il Cosenza calcio per me è un punto d’arrivo». Il San Vito nelle mani di Petrocco: «Non sono uno che si tira indietro: non vedo l’ora di esordire in rossoblù»

Tempo di lettura: 
1 minuto 34 secondi

Dopo le vacanze di Capodanno, il Cosenza calcio 1914 si è ritrovato al Sanvitino per gli allenamenti del 2010, con all'interno la new entry, il nuovo portiere, Gabriele Petrocco, 32 anni, arrivato dal Brindisi in virtù dello scambio effettuato con Andrea Pinzan passato alla squadra pugliese.
Gabriele Petrocco si è presentato davanti ai taccuini con il volto sorridente e soddisfatto. Ad accompagnarlo davanti ai taccuini, l'addetto stampa Iole Perito e il direttore amministrativo Ernesto Carnevale che ha voluto dare il benvenuto al nuovo portiere e sottolineare alcuni aspetti della fase delicata di mercato che si sta vivendo in casa Cosenza, e poi la presentazione del neo portiere rossoblu: «Per me è una grande occasione - ha esordito Gabriele Petrocco - quella di vestire la maglia del Cosenza calcio 1914 , non si tratta di arrivare ad una squadra al quinto posto in graduatoria, ma di trovarsi a giocare per un team che rappresenta un punto di riferimento nel panorama calcistico professionistico. So che l'obiettivo è ambizioso e prometto il massimo impegno per la squadra che so essere fortissima. Ho trovato calciatori con i quali ho giocato, come Biancolino a Messina, Giardina e Roselli a Rossano, Nastasi stesso a Messina». Petrocco e le sue caratteristiche. «Non ci sono elementi chiave in un portiere, bisogna vedere le gare e e le situazioni, certo non sono uno che ha paura e per difendere la porta sono disposto a tutto. Basta guardare il mio naso per capire che non mi tiro indietro. Sono bravo con i piedi? Per un portiere non è un grande complimento - scherza Petrocco».
Dopo un girone d'andata con la maglia del Brindisi, Petrocco si trova catapultato nella categoria superiore. «Al momento il Verona mi pare stia dimostrando qualcosa in più. Poi c'è grande equilibrio. Lo dico guardando la classifica a pensando anche alle squadre che stanno in fondo. Non c'è una squadra materasso, ognuna ha un organico di tutto rispetto e giocatori di livello»

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?