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Potenza, il Riesame ha tolto i sigilli alla gioielleria di Quaratino

Basilicata

Il 29 ottobre scorso il locale era stato sequestrato, ma il tribuanle della Libertà stabilisce: l'attività è del tutto lecita

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POTENZA - Il tribunale del riesame nel pomeriggio di ieri ha annullato il sequestro della gioielleria “Gq” di Vincenzo Quaratino. Il 29 ottobre scorso sulla saracinesca del locale di viale Dante, una vetrina all’altezza della deviazione per via Leonardo Da Vinci, erano apparsi i sigilli dell’autorità giudiziaria in esecuzione delle richieste avanzate dalla Direzione distrettuale antimafia. L’operazione aveva preso di mira il patrimonio di Giovanni Quaratino, padre di Vincenzo, imputato di associazione mafiosa e altri reati nel processo Iena2, che è ad oggi in fase di dibattimento. Gli avvocati sono riusciti dimostrare che in realtà si tratta di un’attività del tutto lecita, su cui il giovane avrebbe impegnato i proventi di un suo impiego precedente, come venditore per una ditta di elettrodomestici. Al contrario il Tribunale ha confermato il sequestro cautelare della ditta di pompe funebri Padre Pio. Se all’esito del processo Giovanni Quaratino dovesse essere condannato, per la ditta, e l’appartamento di via Vienna in cui tutt’ora risiede, si prospetterebbe la confisca.

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