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Centro olii di Viggiano, paure e controlli

Basilicata

Dopo l'ennesimo incidente che si è verificato al Centro Oli di Viggiano, con la improvvisa diffusione nell'aria di una nube bianca, accompagnata da odori acri e pungenti, è stata avviata un'indagine d

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Dopo l'ennesimo incidente che si è verificato al Centro Oli di Viggiano, con la improvvisa diffusione nell'aria di una nube bianca, accompagnata da odori acri e pungenti, è stata avviata, nell'ambito del progetto “Salute e ambiente” finanziato dalla Regione Basilicata e realizzato dalla Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), un'indagine conoscitiva sui motivi di eventuali richieste di intervento ai medici e alle unità di pronto soccorso dell'area. A renderlo noto il coordinatore del progetto, Egidio Giordano. I risultati della ricerca - annuncia - saranno resi noti nei prossimi giorni. Ma nel frattempo anche il comune di Viggiano ha annunciato un proprio monitoraggio che si aggiunga a quello previsto dalla Regione. L'amministrazione decide così di prendere proprie misure di controllo per monitorare quanto accade nel proprio territorio a seguito delle estrazioni petrolifere. Ed è previsto anche per lunedì 11 un viaggio a Chieti, con la minoranza, presso l'Istituto Mario Negri per concordare i prossimi passaggi da mettere a punto per avviare il monitoraggio.
Come commentato dal primo cittadino, Giuseppe Alberti: «Il Comune di Viggiano, di propria iniziativa, ha deliberato l'avvio di un controllo ambientale e sanitario. A seguito dell'ultima anomalia, quella del 30 dicembre 2009, immediatamente abbiamo richiesto all'Arpab che venissero effettuati controlli e rilevazioni sulle sostanze presenti nell'aria. Dobbiamo dire che l'intervento dell'Arpab è stato repentino, ma ad oggi non abbiamo ancora ricevuto i risultati, seppure sia stato richiesto che questi venissero trasmessi anche all'amministrazione. In più occasioni ho già espresso preoccupazione per la questione dei cittadini che abitano vicino al centro Oli e per le anomalie. Chiederemo alla Regione Basilicata, in primis, e all'Eni che si apra un tavolo di discussione per risolvere queste problematiche, sia per quanto riguarda il problema dei residenti che quello dei controlli. Seppure l'impianto sia all'avanguardia, le anomalie si sono verificate in passato e credo si potranno verificare in futuro».
Forte preoccupazione è stata espressa anche da parte dell'amministrazione comunale di Grumento Nova.
Il Comune, in una nota stampa ,esprime forte preoccupazione per l'incidente accaduto il 30 dicembre scorso nel centro Olii. «Le popolazioni che insistono sul territorio - è scritto nel comunicato - ignorano completamente i valori di inquinanti emessi dal centro olii nell'aria che respirano. Crediamo che l'informazione dei cittadini - riferiscono gli amministratori - sia alla base dell'accettazione consapevole di qualsiasi attività. Nel centro olii di Viggiano - spiega sempre la nota - pare sempre che tutto si svolga in una coltre di silenzio che, più che chiarire, preoccupa. I comunicati dei responsabili Eni, volti a chiarire questo incidente, piuttosto che una fiammata improvvisa o ancora un odore acre e forte che si espande nell'aria, sono poco convincenti perché probabilmente poco convinti e ricordano le rassicurazioni sullo stato di salute dei dirigenti di Stati ormai sfaldati. Il petrolio in Val D'agri si estrae e con questo fatto purtroppo si deve convivere. Tutto ciò però non autorizza nessuno ad ignorare che su questa Valle vive una popolazione che ha il diritto di sapere se le sevizie imposte al suo territorio con le estrazioni petrolifere possono creare danni alla salute di se stessi e dei propri figli che nessun compenso economico (royalties) può sanare. Per questo motivo l'Amministrazione Comunale di Grumento Nova - conclude la nota stampa - appoggerà qualsiasi iniziativa volta a portare limpidezza nell'evoluzione più che ventennale di questa attività estrattiva e chiede una vigilanza seria e periodica che venga effettuata dagli organismi preposti con la partecipazione attiva delle amministrazioni ricadenti nell'area interessata».
Francesca Gresia
Angela Pepe

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