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Droga, i fondi tornano indietro

Basilicata

Una bacchettata di palazzo Chigi alla Regione per la mancata adesione alla campagna di prevenzione
Andrebbero restituiti anche 25.000 euro per progetti non realizzati

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di ANTONELLA GIACUMMO
POTENZA - «Non è un funzionario che decide le politiche della Regione Basilicata». Sono parole dell’assessore regionale alla Sicurezza e solidarietà sociale, Antonio Potenza. Il dirigente a cui fa riferimento è Giovanni Serpelloni, capo del dipartimento nazionale Politiche antidroga. Il dirigente, infatti, in una lettere inviata lo scorso 28 ottobre, bacchetta duramente la Regione e, in particolare, l’assessorato guidato da Potenza.
Due i punti contestati: il primo è la mancata adesione alla "campagna informativa nazionale sugli effetti negativi per la salute derivanti dall’uso di sostanze psicoattive 2008". Il secondo punto in questione riguarda la richiesta di «immediata restituzione di 25.725 euro, a suo tempo trasmessi per realizzare progetti di prevenzione e a oggi non spesi e non rendicontati».
Secondo il dirigente nazionale, la Regione Basilicata, il 29 dicembre 2008, avrebbe aderito alla campagna di prevenzione, «con la possibilità quindi di ricevere, da parte del dipartimento Politiche antidroga, finanziamenti e materiali gratuiti da poter utilizzare secondo un progetto da voi definito. A seguito di ciò abbiamo provveduto alla necessaria programmazione e ripartizione dei fondi, nonché ad attivare il Cueim (Consorzio universitario di economia industriale e manageriale), affinché rendesse operativa la trasmissione dei fondi alla vostra Regione».
Qualcosa cambia - a detta dell’esponente governativo - lo scorso 13 ottobre. I dirigenti del Cueim incontrano in Regione il dirigente locale e quest’ultimo, «contrariamente a quanto da voi precedentemente comunicato, manifesta l’intenzione di non partecipare alla campagna e quindi di non accettare i finanziamenti previsti». Un atteggiamento che il dirigente definisce «contraddittorio e non motivato» e che mette «nella condizione di non poter seguire la programmazione già stabilita e di escludere la Regione Basilicata da questi finanziamenti». Di qui la richiesta di un urgente chiarimento formale «che riporti nello specifico la motivazione di tale rinuncia che, francamente, ci appare oltre che tardiva anche sorprendente, stanti le necessità di prevenzione presenti anche nella vostra regione».
E su quest’ultimo punto non si può non dare ragione al capo dipartimento Politiche antidroga della Presidenza del consiglio dei ministri. Specie dopo quanto è accaduto nel capoluogo nell’anno che si è appena chiuso. Almeno dieci - secondo il Cnca (Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza) di Basilicata - le vittime di un anno davvero da dimenticare. Perché allora non aderire a una campagna di prevenzione?
Secondo l’assessore non è così, «non sono i funzionari a decidere». Ma se non sono i funzionari a decidere, questa campagna di prevenzione partirà? Il dubbio resta. Così come ombre restano sull’altro punto segnalato dal dirigente nazionale: la restituzione di fondi non utilizzati. «Un giorno mi ha chiamato questo dirigente - spiega Potenza - e mi ha detto che dovevamo restituire una parte dei fondi non utilizzati. Sarebbero 14.000 euro per cui, secondo lui, manca la giustificazione. Ma io credo sia solo un problema tecnico, non sarà difficile trovare le rendicontazioni».
Per il momento, però, da Roma chiedono i soldi indietro e si rimettono in tasca quelli già previsti per una campagna di informazione che «ha ricevuto - scrive nella sua lettera Serpelloni - riconoscimenti europei e internazionali per la qualità dei materiali e dei contenuti. Basti pensare che la Francia li ha richiesti e utilizzati nelle proprie campagne e che il video (non apprezzato dal vostro dirigente) ha addirittura ricevuto il Premio internazionale Ipa best of health awards 2009». Ma la Francia non è la Basilicata...

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