Salta al contenuto principale

Bomba alla Procura di Reggio, pista "Laura C"

Basilicata

L'esplosivo utilizzato per l'ordigno potrebbe provenire dalla nave affondata nel 1941

Tempo di lettura: 
0 minuti 59 secondi

C’è attesa per l’esito del lavoro del Ris di Messina. Gli specialisti dei Carabinieri potrebbero contribuire a dare risposte alle prime indagini sulla bomba fatta esplodere davanti al portone della Procura generale di Reggio Calabria, domenica mattina. Gli uomini dell’Arma stanno analizzando il filmato delle telecamere a circuito chiuso che hanno ripreso i due attentatori. Si cerca ogni minimo particolare.
In assenza di testimoni, rappresentano uno degli elementi chiave su cui si basa l’indagine per identificare i responsabili. Lavoro difficile perchè, secondo quanto riferito dai militari del Reparto operativo del Comando provinciale, le due persone che si vedono giungere sul posto con uno scooter e, con estrema professionalità e rapidità, depositare e fare esplodere la bomba, non sono riconoscibili. Così come non è distinguibile, perchè contraffatta, la targa dello stesso scooter.
Analoga operazione viene fatta nelle stesso ore sui resti della bomba.
In questo senso una delle piste battute è che il tritolo utilizzato bombarolo delle cosche possa appartenere ad una delle partite mai ritrovate di esplosivo proveniente dalla "Laura C". Un piroscafo affondato davanti a Saline Joniche, il 3 luglio del 1941, durante la seconda guerra mondiale.

Ulteriori dettagli e approfondimenti sull'edizione cartacea di oggi del Quotidiano della Calabria

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?