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Minacce al sindaco di Potenza, ma non è
sotto scorta

Basilicata

«Non temo assolutamente nulla». Così Vito Santarsiero in merito al messaggio minatorio ricevuto pochi giorni prima di Natale

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Se fosse stato per lui quel biglietto sarebbe finito nel cestino. Lo aveva anche detto ai suoi collaboratori che, però, non l'hanno ascoltato e hanno consegnato busta e lettera ai carabinieri. Il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero si dice «tranquillo» anche se quella frase - “i prossimi auguri saranno pallattole” - non avrebbe lasciato indifferente nessuno.
«Non temo niente - ha aggiunto - anche perché il riferimento a un mio presunto disinteresse nei confronti della vicenda che ha portato alla chiusura della caserma “Lucania” è davvero priva di ogni fondamento. Per salvare il Novantunesimo battaglione ho fatto tutto quello che era nelle mie possibilità. Sono il primo che non avrebbe mai voluto rinunciare a un pezzo di storia della città».
Oggi il sindaco, che comunque, non è sotto scorta - il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica ha solo aumentato le misure di vigilanza a cui sono sottoposte tutti quelli che rivestono ruoli istituzionali - confessa che «ho avuto paura solo tre anni fa quando, dopo avere deciso di ritirare i sette piani urbanistici, mi arrivò una lettera, questa sì molto minacciosa, in cui mi si intimava di riportare i piani in consiglio altrimenti mi avrebbero ucciso».
Per capire cosa è accaduta bisogna fare un passo indietro.
Siamo nei giorni precedenti il Natale quando nella segreteria del sindaco giungono una serie di messaggio di auguri. Tra questi una busta con dentro un biglietto. Un biglietto natalizio come tanti per quanto riguarda la grafica. Un po' meno per il contenuto.
In sintesi l'anonimo estensore del messaggio - vergato con una macchina da scrivere - accusando il sindaco di “non avere fatto nulla per salvare il Novantunesimo Battaglione», dopo avere invitato Santarsiero «a chiamare il suo amico La Russa» (ministro della Difesa n.d.r), per trovare una soluzione per la riapertura della caserma Lucania, concludeva affermando: “altrimenti i prossimi auguri saranno pallottole”.
La segretaria ha preso il biglietto “poco natalizio” e l'ha fatto vedere al sindaco che dopo averlo letto ha optato per un: «buttatelo nel cestino». Ma, con il clima teso che si respira ultimamente nel Paese, lo staff del primo cittadino ha pensato di consegnare il tutto a i carabinieri. Riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica e conseguente decisione di aumentare le misure di attenzione nei confronti del sindaco del capoluogo di regione.
Sindaco comunque «tranquillo e sereno e per nulla scalfito da quel messaggio e dalle accuse mossegli in merito alla chiusura della Caserma». Tranquillità che traspare anche dalla sue parole quando alla provocazione - «si dice che l'abbiamo portata in una località protettta» - lui con grande umorismo replice: «Sì', infatti, sto telefonando dalla luna».
Alessia Giammaria

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