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Sei magistrati e 120 unità investigative

Basilicata

Lo Stato risponde all'offensiva della 'ndrangheta dopo la bomba davanti alla Procura generale di Reggio. Al termine del vertice in prefettura il piano predisposto dai ministri Maroni e Alfano.

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Da lunedì prossimo saranno inviate in Calabria 120 unità delle forze dell'ordine (poliziotti, carabinieri e finanzieri) per il contrasto alla 'ndrangheta. Metà del personale sarà utilizzato per aumentare il controllo del territorio. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, al termine del vertice tenuto in prefettura, insieme al ministro della Giustizia Angelino Alfano, dopo la bomba fatta esplodere domenica scorsa davanti alla procura del capoluogo calabrese. Inoltre saranno rimodulati i servizi di protezione personale per i magistrati e per quanti operano in prima linea contro la criminalità organizzata a Reggio Calabria Sei magistrati in più negli uffici giudiziari di Reggio Calabria per contrastare la 'ndrangheta. Ad anunciarlo è stato il ministro della Giustizia Angelino Quattro magistrati saranno destinati alla Procura della Repubblica mentre due sostituti saranno destinati alla Procura generale. «La magistratura calabrese e le forze dell'ordine - ha spiegato Alfano - hanno ottenuto risultati straordinari nella cattura dei latitanti, nel sequestro e la confisca dei beni illeciti e nei sequestri di droga che ammontano a 800 chili. Ora abbiamo predisposto un piano eccezionale per la Calabria e proprio oggi ho firmato il provvedimento che destina un nuovo magistrato alla Procura della Repubblica. Due sostituti saranno inviati alla procura generale e a breve altri tre sostituti andranno alla procura della Repubblica. La prossima settimana tornerò in Calabria per affrontare il tema della flessibilità del personale amministrativo”. La parola 'ndrangheta sarà inserita nei testi delle leggi dello Stato. È quanto ha annunciato il ministro della Giustizia Angelino Alfano durante la conferenza stampa seguita al vertice che si è tenuto a Reggio Calabria proprio sull'emergenza 'ndrangheta. «Lo Stato - ha sottolinea Alfano - non si farà intimidire e inserirà la parola 'ndrangheta nei testi delle leggi. Vogliamo così colmare una lacuna della legislatura che fino a oggi ha parlato solo della mafia”.

La fiaccolata
In circa un migliaio, stasera, hanno partecipato alla fiaccolata silenziosa intorno al vecchio palazzo di giustizia di Reggio Calabria, che ospita gli uffici della Procura generale, per testimoniare la solidarietà della città ai magistrati dopo l'esplosione della bomba di domenica scorsa. La manifestazione è stata organizzata da Cgil, Cisl e Uil, con l'adesione dell'Ugl. Tra i partecipanti numerosi amministratori. «Fa piacere - ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova - vedere che tanta gente ha deciso di partecipare. È il segno dell'impegno di una comunità che ripudia la 'ndrangheta e che reagisce con fermezza ad ogni forma di sopraffazione della malapianta mafiosa, che rappresenta per la nostra società un nemico paragonabile al terrorismo a livello internazionale». Il sindaco Giuseppe Scopelliti ha sottolineato che «la città risponde per riaffermare il rispetto delle regole al di là delle sigle politiche. Abbiamo davanti a noi tanta strada da fare ma la città è cresciuta, sa quali sono i suoi obiettivi e non rinuncerà a vivere civilmente». Alla fiaccolata ha preso parte anche il presidente della sezione distrettuale dell'Anm Rodolfo Palermo, secondo il quale è «giusto che l'Anm ribatta insieme alla società civile atti così gravi. Non tocca a noi fare ipotesi sulla natura di questo gravissimo atto ma è chiaro quanto sia necessaria una risposta particolare e robusta». Per il segretario regionale della Uil Pino Zito, «la manifestazione è frutto della richiesta sollecitata da numerosi lavoratori. È evidente come la mafia abbia alzato il tiro e come questo territorio, dove è forte la carenza di lavoro, è sottoposto a forte pressione. Ma la reazione c'è stata e molto forte». Il segretario confederale della Cgil reggina, Francesco Lia ha parlato di un «abbraccio simbolico agli uffici giudiziari», mentre Antonio Franco, segretario regionale dell'Ugl si è detto «soddisfatto per la risposta della città che dimostra quanto forte e necessaria sia l'unità dinanzi alla criminalità organizzata».

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