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Nomina all'Acta del capoluogo
«Scelta di “comparaggio” politico»

Basilicata

L'indicazione del nuovo direttore generale dell’Acta apre la polemica. Napoli (Pdl): «L’avevo detto» Santarsiero: «E’ il marito di un sindaco Pd? Non c’entra, guardino il suo curriculum»

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di SARA LORUSSO
POTENZA - «Finalmente è finita la farsa, il sindaco Santarsiero ha gettato la maschera», tanto per chiarire, ha nominato il direttore generale dell’Acta da poco trasformata da municipalizzata in società per azioni. E la cosa non passa certo inosservata, peggio, apre la polemica accesa. Michele Napoli, consigliere comunale del Pdl (eletto nella lista civica Per la città) ne aveva fatto questione prioritaria già diversi mesi fa quando, con una lunga denuncia, aveva spiegato che il concorso avviato - e mai espletato - per la nomina del direttore generale dell’Acta non lasciasse presagire “cose buone”. C’era il dubbio che «il sindaco - dice oggi Napoli - stesse provando ad attribuire la postazione del direttore generale, secondo la logica della spartizione politica». Era il settembre 2007 e Napoli “malignava” - ammette ironico - che «dietro il maldestro tentativo di dare il via al concorso c’era la volontà del sindaco di conseguire il suddetto obiettivo». Detto in altre parole, la nomina che alla fine è arrivata, quella di Marcello Tricarico, sembra non aver colto “di sorpresa” Napoli: «Tre anni di continui impedimenti, una interminabile lista di componenti la commissione del concorso che “per ragioni strettamente personali” non accettano la nomina, il manuale della vergogna amministrativa scritto nelle delibere del cda dell’Acta di proroghe dei direttori pro-tempore» e poi la nomina di un nome di cui già circolava il “profilo”. Santarsiero replica opponendo alla polemica «il curriculum di Tricarico, professionista, già consigliere d’amministrazione del consorzio Seari che si occupa di rifiuti e con qualifiche professionali che arrivano anche al master conseguito in direzione organizzativa delle aziende sanitarie». Non lesina dettagli, Santarsiero, nel declinare le qualifiche del neo direttore per chiarire «che non si tratta di una nomina politica». L’opposizione, però, insiste. E i capigruppo Giuseppe Molinari, Angelo Lieta (Dec), Salvatore Lacerra (Mpa), Ferdinando Picerno (Pdl), Anna Maria Calabrese (Fdc), Napoli e Giuseppe Ferraro (I Socialisti), con un’interrogazione, viste «le nomine dei nuovi organismi dell’Acta, e in particolare quella di direttore generale avvenuta senza alcun avviso pubblico», chiedono quale sia la corrispondenza del nome individuato con i «criteri di professionalità, qualità, competenza, motivazioni ed esperienza nel settore». Bene, «perché proprio il curriculum di Tricarico è garanzia assoluta - dice Santarsiero - di competenza e di preparazione».
C’è però un “nodo” su cui l’opposizione non è esplicita nella nota, ma che ieri mattina, nei corridoi, ha duramente animato il dibattito. Perché quando l’opposizione dice che «il sindaco rischia di far perdere all’Acta spa un’occasione per una buona partenza con la scelta di un manager di alto profilo estraneo a logiche di comparaggio politico», tocca quello che ritiene uno scenario politico in cui dice sia inserito Tricarico, che è il marito del sindaco di Moliterno del Pd, Angela Latorraca, componente del direttivo Anci. «Con i “si dice” - spiega Santarsiero - non si fa altro che creare confusione e dare adito a ulteriori strumentalizzazioni». La verità, aggiunge, è che Latorraca «non ha mai speso una parola sul marito in questo senso e da questa situazione non riceve che svantaggi», E poi «mi si deve spiegare perché se una persona merita per le proprie qualità, dovrebbe essere penalizzato da eventuali legami di parentela o amicizia».
Solo che su quella nomina pesa anche il “pregresso”: lo ricorda Napoli spiegando che «non sono bastate le due diffide (settembre 2007 e marzo 2008) presentate personalmente, per ottenere una rapida conclusione della procedura concorsuale. Si è proceduto, con perdurante inerzia, sino al traguardo della trasformazione in spa dell’Acta. A quel punto, si poteva finalmente procedere alla nomina per chiamata diretta e uscire così dal vicolo cieco. Peccato che ci si sia dimenticati di annullare il vecchio concorso prima» e la nomina, senza comparazione, «resta una scelta lontana dai più elementari principi della buona amministrazione, della competenza e della meritocrazia». Santarsiero ribatte che «oggi la spa è un nuovo soggetto, siamo pronti a partire per un percorso di efficienza. Quanto alla nomina, è vero, è del sindaco, ma è stato deciso così dal consiglio comunale».

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