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Rosarno. Coinvolgimento cosche per ora ipotesi investigative

Basilicata

Per il procuratore capo di Palmi Giuseppe Creazzo nella rivolta di Rosarno «ogni ipotesi e plausibile» compresa quella su un possibile coinvolgimento delle cosche. Al momento è al vaglio degli inquire

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L'ombra dei clan anche sui fatti di Rosarno? Sono al vaglio tutte le ipotesi. Alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Palmi, che coordina l’inchiesta su quanto è avvenuto negli ultimi giorni a Rosarno, si lavora senza soste. «Allo stato – dice il procuratore capo Giuseppe Creazzo – ogni ipotesi è plausibile. Stiamo conducendo accurate indagini per accertare le responsabilità». Sulla stessa linea il neoprefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta: «è un’ipotesi che non si può escludere ma al momento è una valutazione che io non posso fare, in ogni caso – ha detto – l'ipotesi è al vaglio degli investigatori». Per i fatti di Rosarno, oltre ad alcuni immigrati, sono finiti in manette anche tre cittadini del luogo: si tratta di Antonio Bellocco, figlio di Michele, considerato un esponente di spicco dell’omonima cosca, di Rocco Bono e di Vincenzo Ceravolo. La Procura di Palmi ha già chiesto la convalida dell’arresto, ora all’esame del gip. Lo stesso tribunale, l’altro ieri, ha invece convalidato il fermo di cinque extracomunitari fissando anche la data del processo al 26 gennaio prossimo.

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