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Rosarno. Maroni "Responsabilità diffuse inaccettabili". Altri due feriti nella notte

Basilicata

Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, in una intervista sul caso Rosarno rilasciata a SkyTg24 ha definito "inaccettabili" le "responsabilità diffuse" fra autorità territoriali e associazioni di ca

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"Il governo non intende più tollerare le "responsabilità diffuse" che nel caso di Rosarno, dopo anni in cui autorità territoriali e associazioni di categoria hanno chiuso gli occhi davanti al degrado e allo sfruttamento dei braccianti extracomunitari, hanno prodotto i gravi disordini dei giorni scorsi".
Lo ha detto oggi il ministro dell'Interno Roberto Maroni in un'intervista rilasciata a SkyTg24, annunciando l'inizio dell'abbattimento delle baraccopoli di Rosarno, dopo che ieri centinaia di immigrati se ne sono andati volontariamente o sono stati trasferiti in un centro di prima accoglienza nel Crotonese.
"Credo che i fatti di Rosarno abbiano tanti responsabili, anche chi non è intervenuto per eliminare il degrado, chi ha sfruttato per anni questi cittadini extracomunitari. Ci sono responsabilità diffuse che non intendiamo più tollerare", ha spiegato Maroni, aggiungendo che d'ora in poi il governo interverrà in tutte le situazioni analoghe di degrado che si registrano nel Sud.
Ieri, dopo due giorni di violente proteste con polizia e abitanti e una vera e propria caccia all'immigrato, altri due immigrati sono stati presi a sprangate nella notte da abitanti del posto dopo che avevano cercato di fuggire all'arrivo della polizia, ha detto oggi una fonte inquirente. I due sono stati ricoverati in ospedale a Gioia Tauro.
"Sono stati tutti portati in centri di prima accoglienza. Alcuni - ha spiegato il ministro - se ne sono andati spontaneamente, tutti coloro che avevano regolare permesso di soggiorno o che hanno presentato domanda di asilo politico. Sugli altri portati nei centri cominceranno le procedure di identificazione. procederemo applicando la legge italiana. Oggi inizia la demolizione delle baraccopoli", ha poi annunciato il ministro, che ha parlato di "una situazione davvero difficile in cui poteva anche scapparci il morto", ma risolta "brillantemente" da forze dell'ordine e prefetto.
Maroni ha puntato il dito contro "un atteggiamento di tolleranza sbagliata" che negli ultimi dieci anni ha consentito che comunità di immigrati crescessero nel degrado, come a Rosarno o a Castel Volturno, nel Casertano, producendo "vere e proprie bombe a orologeria. Nessuno ha voluto vedere queste situazioni, che prima di diventare problemi di ordine pubblico potevano essere risolte con interventi sulle abitazioni, nel campo della sanità", ha detto, aggiungendo poi che "i datori di lavoro, le associazioni di categoria, non hanno mai fatto nulla per contrastare questo fenomeno" dello sfruttamento.
Gli investigatori ipotizzano che dietro ai disordini ci sia la 'Ndrangheta. L'amministrazione comunale di Rosarno è stata infatti sciolta per mafia proprio da Maroni nell'ottobre 2008. "E' una delle piste possibili", ha precisato il ministro. Circa lo sciopero che gli immigrati stanno pensando di organizzare il 1 marzo, analogamente a quello degli extracomunitari in Francia, e alla possibilità che in quell'occasione i clandestini vengano presi dalle forze dell'ordine e scatti per loro la procedura di espulsione, Maroni ha commentato: "La legge è legge. Il 1 marzo è un giorno come gli altri. Se le forze dell'ordine scoprono che c'è un clandestino, dev'essere preso e portato in un Cie, identificato ed espulso".

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