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Stazione Unica Appaltante. Boemi detta
i tempi per la piena funzionalità

Basilicata

Dopo nove mesi di «rodaggio», la Stazione unica appaltante della Regione funziona a pieno regime.

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Si è svolta stamattina a Catanzaro la relazione annuale del commissario, l’ex magistrato Salvatore Boemi, nel corso di una conferenza stampa nel corso della quale lo stesso Boemi ha dettato i tempi per la piena funzionalità dell’organismo. Una relazione, quella stilata da Boemi e presentata al governatore Agazio Loiero, e al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, propone condizioni e prospettive dell’autorità regionale.
In particolare, la sezione tecnica opera dallo scorso 7 gennaio con la gestione diretta di tutte le procedure di gara del servizio sanitario regionale e dal 31 maggio prossimo opererà anche per gli altri soggetti obbligati.
La sezione amministrativa predisporrà il bilancio annuale di previsione e l’attivazione della tesoreria e della cassa dal prossimo 30 gennaio, mentre la sezione osservatorio entrerà a regime sempre il 30 gennaio con l'osservatorio sui contratti.
«La "Sua" della Regione Calabria - è scritto nella relazione presentata da Boemi – può essere considerata ormai una realtà, un’autorità amministrativa concreta, presente ed operante seppur tra oggettive criticità. Sin dalle prossime settimane essa opererà affinchè risulti evidente ovunque che ogni tentativo ulteriore di rallentare e infrenare il processo di rinnovamento voluto dalle legge 26/2007 in Calabria, non potrà sortire effetto alcuno e, comunque, sarà destinato all’insuccesso».
Secondo Boemi, dunque, «un ritorno al passato non è più praticabile e il percorso intrapreso, finalizzato ad aumentare i profili di legalità e trasparenza negli appalti pubblici calabresi, non potrà essere in alcun modo infrenato tanto meno interrotto». La relazione di Boemi sottolinea che nei primi nove mesi di attività sono serviti per predisporre i provvedimenti del comparto «normativo secondario», necessari per l’operatività esterna, e nel tentativo di reperire le risorse umane necessarie. «In soli nove mesi – scrive il commissario – con la collaborazione costante del Comitato di sorveglianza, la direzione è riuscita ad allestire e fare approvare i numerosi regolamenti previsti dalla legge istitutiva».
Tra le iniziative adottate anche quella di segnalare alle Prefetture calabresi la disponibilità della stazione a gestire, attraverso apposita convenzione, gli appalti dei comuni sottoposti a scioglimento per infiltrazioni mafiose. Per quanto concerne, invece, il tema del personale sono state avviate procedure interne per i dipendenti della regione che si sono dichiarati disponibili, ai quali si sono aggiunte le richieste per i dipendenti di soggetti obbligati che, però, ha conseguito risultati deludenti. Infatti, è stato evidenziato nella relazione, «a fronte di una dotazione organica prevista di circa 120 unità lavorative, oggi sono presenti ed impegnati presso la stazione tre dirigenti e ventisette dipendenti, quindici dei quali con contratto part-time. Grazie alla predisposizione di un’apposita statistica, stilata dalla Sua, è stato posto in risalto come la stazione unica è chiamata a sostituirsi «ad una moltitudine disorganica di entità regionali appaltanti» che hanno gestito annualmente, ognuna per proprio conto, oltre mille procedure di gara con impegni di spesa complessivi vicini a 650/700 milioni di euro.
Anche per questo, nella relazione è stato rimarcato come sia da «ritenersi indifferibile e necessario definire, completare e attrezzare la stazione numericamente e qualitativamente in modo che si possano fronteggiare gli impegni». La sanità, nello specifico, anche grazie ai risultati conseguiti sulla statistica redatta dalla Sua con gli appalti avviati nel periodo compreso tra maggio 2008 e maggio 2009, appare il settore che maggiormente impegnerà l’autorità regionale. «Siamo pronti per gestire gli appalti della sanità - ha sostenuto Boemi – usando un metodo moderno e virtuoso, anche con gare aggregate e telematiche. Nel 2010 nessuno potrà dire che la Calabria non si muove con questi metodi per evitare certe situazioni».
SORICAL e FINCALABRIA ESCLUSI DA NORMATIVA "SUA"
Alcuni enti regionali sarebbero stati liberati dall’obbligo di rivolgersi alla Stazione unica appaltante per l’espletamento delle procedure d’appalto. E' quanto è emerso oggi, a margine della conferenza stampa tenuta dal commissario della Sua, Salvatore Boemi. Con la delibera di Giunta regionale numero 849, del 16 dicembre scorso, infatti, sono stati individuati i soggetti obbligati al ricorso alla Sua.
Dovranno quindi rivolgersi alla stazione unica, dopo una convenzione attuativa, i consorzi per lo sviluppo industriale delle cinque province calabresi, i consorzi di bonifica, e le società miste a maggioranza regionale ma non Sorical, Fincalabra, Comalca, Comac e altri enti come le Terme Sibarite, il consorzio per la promozione della cultura e degli studi universitari di Crotone, la Sial servizi e la Ica Sud srl, una società mista a maggioranza regionale. La legge attuativa della stazione unica, invece, – è stato fatto rilevare - prevedeva testualmente che i servizi della stazione unica erano destinati in via obbligatoria a «enti, aziende, agenzie ed organismi dipendenti dalla Regione, vigilati o ad essa collegati nonchè alle società miste a maggioranza regionale, per gli enti del servizio sanitario regionale». Tra queste era prevista anche la Sorical di cui la Regione detiene il 53% come socio di maggioranza.
Un problema che dovrebbe essere superato con la richiesta di un parere, da parte dei vertici della stazione unica appaltante, all’avvocatura regionale. Sono comunque 52 i soggetti individuati con l’obbligo di rivolgersi alla Sua per gli appalti pubblici.

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