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Why Not, inammissibile l'istanza
di ricusazione presentata dalla Merante

Basilicata

La decisione sarebbe dovuta al fatto che l’istanza sarebbe stata presentata in maniera irrituale poichè invece di essere depositata presso la Corte d’appello è stata presentata alla Procura generale

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La Procura generale della Repubblica di Catanzaro ha dato parere di inammissibilità in merito all’istanza di ricusazione presentata da Caterina Merante, principale teste d’accusa nell’indagine avviata a suo tempo dall’ex pm Luigi de Magistris, nei confronti del giudice dell’udienza preliminare di Catanzaro, Abigail Mellace, che sta trattando il procedimento nato dall’inchiesta «Why not», su presunti gravi illeciti nella gestione dei fondi pubblici in Calabria.
Tale parere, a quanto si apprende, è stato dovuto al fatto che l’istanza sarebbe stata presentata in maniera irrituale poichè invece di essere depositata presso la Corte d’appello, come previsto dal codice di rito, è stata presentata alla stessa Procura generale e dell’Ufficio gip-gup.
I sostituti procuratori generali Eugenio Facciolla e Massino Lia, che rappresentano la pubblica accusa nel procedimento «Why not», hanno preso atto del vizio di forma della ricusazione trasferendo gli atti alla Corte d’appello di Catanzaro che, comunque, dovrà pronunciarsi sulla questione.
La Merante ha comunque la possibilità di ripresentare l’istanza alla Corte d’appello. L’istanza di ricusazione è stata presentata lo scorso 18 dicembre dopo essere stata annunciata il giorno prima, durante l’udienza preliminare del procedimento «Why not», dall’avvocato Alessandro Diddi, difensore di Caterina Merante – principale teste dell’inchiesta, in cui figura imputata per un’ipotesi di contravvenzione in materia di lavoro, ma anche parte offesa rispetto ad altri reati e parte civile nell’interesse della società Why not -.
Nelle quattro pagine di cui è composta l’istanza è racchiuso l’elenco delle motivazioni in base alla quali si chiede di sostituire il gup, poichè «le situazioni personali che riguardano o hanno riguardato congiunti della dottoressa Mellace – vi è scritto - rendono evidente come sia fondato il sospetto che la stessa possa non essere imparziale».
Per quanto riguarda il procedimento «Why not» in aula si tornerà giovedì prossimo per la prosecuzione dell’udienza preliminare a carico di 59 persone, mentre venerdì avranno inizio i 39 giudizi abbreviati chiesti dagli altri imputati.

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