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Molestava minorenni su Facebook: arrestato un 53enne di Lavello

Basilicata

Adescava ragazzini su Facebook e poi li incontrava nel garage. Quattro le vittime accertate, tutti maschi di 12 e 13 anni. Sequestrati video e pc

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di Maria Teresa Labanca
LAVELLO - Qualcuno, di lui, aveva mormorato che avesse delle attenzioni particolari per i bambini, ma mai, mai nessuno poteva immaginare che dietro a quella figura di bravo marito, e padre scrupoloso di due figlie di 15 e 17 anni, potesse nascondersi l’orco che ieri mattina è stato arrestato dai carabinieri di Lavello.
L’uomo, un operaio di 53 anni, non ha precedenti.
Ora è accusato di aver molestato quattro minorenni, tutti maschi di 12 e 13 anni, ai quali mandava messaggi pedo-pornografici: video, foto e testi pornografici attraverso Facebook, il diffusissimo social network che ormai hanno imparato a conoscere anche i più piccoli .
Saranno le indagini a fare maggiore chiarezza sulla vita “oscura” di questo che sembrava un uomo quasi insospettabile. Tutto è partito dalla segnalazione di un genitore.
Si era accorto di messaggi equivoci sulla chat del proprio figlio.
E, quando i carabinieri della stazione di Lavello sono giunti a casa e hanno analizzato i contenuti del computer, hanno trovato messaggi indecenti, che nulla hanno a che fare con l’ingenuità che dovrebbe caratterizzare le conversazioni di un ragazzino di quell’età.
Attraverso Facebook l’uomo gli chiedeva di mettersi nudo e di toccarsi.
Ma soprattutto i messaggini su internet servivano ad adescare lui e altri tre coetanei. Tutti suoi vicini di casa. L’operaio gli faceva richieste “molto particolari”.
E dava loro appuntamenti. Gli incontri nel garage di lui sono stati vari.
Una volta sul posto, l’uomo gli metteva le mani addosso. Per fortuna, dalle informazioni a disposizione, sembra che non sia stato consumato nessun rapporto sessuale.
Loro, quasi inconsapevoli, di cosa questo comportasse veramente, non hanno trovato la forza di opporsi. E’ stato proprio il primo ragazzo interrogato dai carabinieri a fornire informazione sulla “rete” dell’orco. Il racconto è iniziato con difficoltà.
Si rifiutava di parlare davanti ai genitori.
Poi, a quattr’occhi con gli uomini dell’arma, è iniziata la descrizione dell’inferno che ha portato all’individuazione degli altri coetanei vittime delle “attenzioni particolari” dell’operaio.
Quest’ultimo, lo ripetiamo, non aveva nessun tipo di precedente.
Nella comunità di Lavello gode di buona considerazione.
Fino a ieri: nella perquisizione che è seguita all’arresto del cinquantatreenne, alle prime ore del mattino, i carabinieri hanno rinvenuto nella sua abitazione 513 cd, undici floppy disc, 17 videocassette contraffatte e due computer, il cui contenuto sarà esaminato dai tecnici dell’Arma.
Inoltre i militari hanno anche sequestrato una pistola lanciarazzi senza matricola, che era detenuta illegalmente dall’uomo.
I materiali sono stati sequestrati. E ora solo le indagini consentiranno di capire se le vittime dell’orco di Lavello siano state più di quattro.
Il paese ha accolto con estremo stupore la notizia, che si è diffusa solo nel tardo pomeriggio di ieri.

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