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Potenza, Palazzi al contrattacco
Vuole riaprire il processo per illecito

Basilicata

Presentato un ricorso per revocare la sentenza su "Potenza-Salernitana". La Procura include i documenti ricevuti dalla magistratura ordinaria e punta a ottenere una condanna pesantissima.

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“UN ATTO DOVUTO”. E’ il commento, abbastanza lapalissiano, della dirigenza del Potenza per reagire con fermezza alla notizia più scontata di questo mondo. Stefano Palazzi, il capo della Procura Federale della Figc, ha presentato ricorso contro la sentenza emessa dalla Commissione Disciplinare Nazionale il 7 agosto 2008 su Potenza-Salernitana.
Un’azione posta in essere a poche ore dalla scadenza del termine utile (sarebbe accaduto oggi). Un ricorso per revocazione di quella decisione che, allo stato di quei fatti, non fu appellata. Il sopraggiungere di elementi nuovi, nella fattispecie le indagini della magistratura ordinaria, ha imposto a Palazzi di chiedere una cancellazione di quella sentenza e un rifacimento del processo a carico della squadra lucana e di quella campana.
Ma il ricorso di Palazzi è stato notificato, oltre alle due società, anche a Giuseppe Postiglione e Pasquale Giuzio. Infatti, ricordiamo che dopo l’indagine della Procura Federale tesa a smascherare un presunto illecito compiuto dalle due società per favorire la vittoria della Salernitana, che si vide aprire le porte per la B, il Potenza fu pesantemente multato e penalizzato di tre punti, la Salernitana fu assolta, mentre i due dirigenti ebbero rispettivamente sei e nove mesi di squalifica.
Contro quella decisione e in virtù degli atti che la Procura sportiva ha ottenuto da quella ordinaria, Palazzi ha chiesto di riaprire il processo: in particolare per il ritrovamento dopo la sentenza di documenti decisivi che non si potevano produrre nel processo.
Elementi, appunto, che sono quelli che hanno portato il giudice per le indagini preliminari di Potenza, Pavese, ad accettare le richieste del pm della Dda, Basentini, e a trarre in carcere Postiglione e Giuzio. Palazzi, qualche giorno dopo l’arresto di Postiglione, si recò in visita da Colangelo, procuratore capo di Potenza, proprio per uno scambio di carteggio.
E il massimo inquirente del calcio italiano era soprattutto interessato a far venire alla luce quanto non gli riuscì dinanzi alla Commissione Disciplinare Nazionale, ossia un passaggio di soldi dopo la partita del 27 aprile 2008. Stando alle testimonianze raccolte, la consegna dei soldi (si parla di 150 mila euro) avvenne a Foggia, sull’autostrada, tra Postiglione e Luca Evangelisti che, a questo punto diventa un personaggio chiave per la riapertura del processo.
Eppure il dirigente della Pro Vasto, ad oggi ancora agli arresti domiciliari, non è parte in causa di questo processo (e non vi potrà rientrare se non attraverso la prova certa della sua responsabilità nella commissione del fatto – e tale circostanza deve essere dimostrata dalla Procura) e questo evidentemente non è di poco conto per il teorema della difesa che il Potenza ha affidato all’avvocato Edoardo Chiacchio e che punta proprio a far respingere la richiesta federale.
Mercoledì ci sarà un summit in sede per capire il da farsi e iniziare a preparare le proprie memorie difensive anche se, orientativamente, non si potrà andare di nuovo a un processo (sempre se il ricorso verrà accolto – la cosa sembra piuttosto possibile - ) prima di un paio di mesi. A quel punto, anche rispetto a tutto ciò che di aggiuntivo e nuovo riuscirà a produrre Palazzi chiunque verrà chiamato in causa potrà iniziare a tremare.

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