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Rosarno, gruppo su Facebook chiede
sanzioni per i partiti razzisti

Basilicata

Sul social network il gruppo contro il razzismo chiamato «Non sono bianco, non sono nero, voglio essere a colori»

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Un appello al Presidente della Repubblica, affinchè ci sia un suo intervento «chiaro, nelle vesti di garante della Carta Costituzionale, inteso a far valere quei principi, a richiamare il Governo di questo Paese all’osservanza di quei principi, a sanzionare senza esitazione quelle formazioni partitiche che si sono distinte per atteggiamenti e propositi xenofobi e razzisti», è stato lanciato dal gruppo contro il razzismo «Non sono bianco, non sono nero, voglio essere a colori», presente tra le pagine del social network «Facebook».
«Il nostro Paese – è scritto nel messaggio – oggi non è quello immaginato, nè dagli Italiani del Risorgimento, nè dai Partigiani della Resistenza, specialmente quando esso si macchia di gravissime colpe come quella di essere diventato terra di discriminazioni razziali. La Storia italica ha nelle sue stesse radici, più che in ogni altro angolo del mondo, una componente: la risultante millenaria dell’incontro tra grandi civiltà diverse, che hanno fatto sì che nel nostro stesso patrimonio genetico di abitanti di questa penisola siano inevitabilmente presenti elementi di multietnicità».
«I Padri Costituenti la Repubblica – vollero solennemente sancire principi fondamentali che l’art. 3C ci ricorda: 'Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese'. Ma oggi appare così lontana l’osservanza di tali principi che, per quelli, che come noi, ne hanno fatto la loro base etica di vita, l’indignazione ha raggiunto un livello di non più sopportazione».
«Ci auguriamo – conclude il messaggio – che quanto prima vengano presi provvedimenti chiari, intesi a porre un freno a quest’ondata di razzismo nel nostro Paese. Il nostro gruppo, che non è il solo, ha però anche una precisa posizione che è quella, nel caso di insensibilità a questa nostra richiesta, di procedere a manifestazioni e proteste senza fermarci, intenzionati a condurre un’azione di civile lotta contro ogni forma di discriminazione razziale e ingiustizia sociale nei confronti dei deboli di qualsiasi etnia».

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