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Rosarno, nella locride 55 rifugiati palestinesi.
La Calabria è anche terra d'accoglienza

Basilicata

A Riace e Caulonia 55 rifugiati palestinesi che, per 2 anni, hanno vissuto in una sorta di terra di nessuno tra Iraq e Siria.

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Sono giunti nella serata di ieri a Riace e Caulonia, i 55 rifugiati facenti parte di un gruppo di 178 palestinesi che l'Italia ha deciso di accogliere su sollecitazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). I palestinesi in Iraq sono un gruppo minoritario molto a rischio e, dopo la caduta del regime di Saddam Hussein, sono stati oggetto di violenze a causa delle quali sono stati costretti a scappare. Non tutti, però, sono potuti entrare in Siria e quindi sono rimasti bloccati.
A causa di questa situazione e delle terribili condizioni di vita nel campo di Al Tanf, situato in una striscia di deserto tra Siria e Iraq, l’Unhcr ha esortato la comunità internazionale a offrire asilo a queste persone. Tra i vari Paesi anche l’Italia ha proposto di accoglierne un gruppo di 178, composto da famiglie e persone con professionalità diverse: sarti, muratori, barbieri e anche un chitarrista di un certo successo in Iraq.
«Riace – ha detto Laura Boldrini, portavoce in Italia dell’Alto commissario per i rifugiati – è un piccolo comune che da circa 10 anni pratica l’accoglienza. Qui, la convivenza tra rifugiati e comunità locale è sempre stata buona. Questo anche grazie all’impegno del sindaco Domenico Lucano, che ha coinvolto la cittadinanza in questa scelta, e che crede fortemente nei rifugiati come risorsa. Quindi, la Calabria non è solo quello che abbiamo visto nei giorni scorsi a Rosarno ma è anche un luogo dove è possibile dare risposte concrete al'integrazione. Ci auguriamo che questa realtà, al pari di quella di Caulonia, venga presa ad esempio anche da altri comuni».

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