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Potenza, ormai è sindrome
da ultimi minuti

Basilicata

Persi finora cinque pesantissimi punti nelle parti finali delle partite. E la tendenza è sempre in trasferta. L'analisi di Capuano: "Troppi under in campo"

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CINQUE punti lasciati per strada negli ultimi dieci minuti, quattro addirittura nel recupero. La classifica del Potenza sarebbe diversa se i rossoblu non avessero dilapidato un piccolo tesoro nelle battute finali di queste prime venti giornate. La rete di Scappini a tempo scaduto ha fatto svanire ieri un pari prezioso, copione simile rispetto a quello che sanci’ la sconfitta di Portogruaro. In Veneto alla 15a giornata fu Scozzarella (al 95’) a mandare nello sconforto la squadra di Capuano, convinta fino a quel momento di portare a casa un ottimo 0-0. A Taranto il guizzo di Correa al 91’ per il 2-2 finale fece strozzare in gola l’urlo di un’incredibile vittoria che si stava concretizzando al ritorno in panchina di Eziolino. Anche a Reggio Emilia - ma quandò segnò Anderson era appena l’84’- gli ultimi giri di lancette consentirono ai padroni di casa di completare la rimonta dopo il provvisorio vantaggio di Lucenti e il pari di Stefani dal dischetto. Quattro gol in extremis, costati cinque punti. Ma contando anche quelle ininfluenti per il risultato, sono ben dieci le reti incassate dalla difesa rossoblu dopo l’80’ minuto. Un segnale preoccupante di scarsa tenuta mentale. In ordine cronologico ricordiamo l’uno-due di Alessandro e Lacheheb che sigillo’ il 3-0 di Terni (88’ e 92’) e la parabola di Della Ventura per lo 0-2 del Marcianise al Viviani (82’, complice Gragnaniello). Era l’88’ quando Biancolino siglò lo 0-2 a favore del Cosenza nel posticipo televisivo della nona giornata, stesso minuto per il tris di Ousmane Sy ad Andria sette giorni fa.
PEGGIOR DIFESA Terminata la rassegna degli orrori, resta un dato. Il Potenza ha la peggior difesa del girone con 30 gol subiti, al netto dell’alternanza dei portieri e dei tecnici. Soltanto in due occasioni - entrambe sotto la gestione Capuano bis - la porta di Tesoniero è rimasta inviolata: nella sorprendente vittoria di Cava e alla sedicesima giornata, quando il Pescara venne fermato al Viviani sullo 0-0. E’ un trend negativo che fa rabbrividire Capuano, capace l’anno scorso di costruire la salvezza della sua Paganese proprio su una straordinaria capacità di non subire. Il tecnico è il primo a rammaricarsi: “sapete quanto curo i meccanismi difensivi, quest’anno molte volte sono stati gli episodi a ritorcersi contro di noi, spesso abbiamo preso gol sui quali ho davvero poco da rimproverare ai ragazzi. Su un campo difficile come quello del Ravenna al novantesimo riuscivamo ancora a tenere vivo il palleggio, siamo stati puniti senza essere mai in balia degli avversari”. Ma è innegabile un gap di esperienza nella gestione dei momenti caldi. “Non dimentichiamoci che scendiamo in campo con almeno quattro under - spiega Capuano - che nei finali di partita spesso diventano cinque”. E’ la coperta corta del Potenza di oggi. Che non molla, ma è destinato, gioco forza, a soffrire terribilmente.

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