Salta al contenuto principale

Mantovano: l’operazione antidroga a Gioia Tauro denota un contrasto capillare

Basilicata

Il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, commenta così gli arresti di 38 elementi legati alla cosca Piromalli, accusati di traffico e di spaccio di sostanze stupefacenti

Tempo di lettura: 
1 minuto 4 secondi

«Gli arresti effettuati oggi di 38 elementi legati alla cosca Piromalli, accusati di traffico e di spaccio di sostanze stupefacenti, confermano la determinazione dello Stato nella lotta contro i gruppi della criminalità organizzata calabrese» ha affermato il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano.
«Il contrasto alla 'ndrangheta – sostiene Mantovano – è capillare e anteriore ai recenti fatti di cronaca: ne costituiscono prova eloquente il sequestro di beni di provenienza illecita per centinaia di milioni di euro e l'arresto di ben undici elementi di spicco della criminalità calabrese inseriti nella lista dei trenta latitanti più pericolosi». «Per l’operazione di oggi – conclude – mi congratulo con il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, Alberto Reda, e con l’autorità giudiziaria».
Alcuni degli arrestati nell’operazione condotta stamani nel reggino dalla guardia di finanza sono considerati dagli investigatori manovalanza della cosca Piromalli, egemone, ormai, su Gioia Tauro, dopo i contrasti sorti con i Molè, una volta alleati. Agli arrestati, a vario titolo, comunque, non viene contestata l’associazione mafiosa, ma l’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e di armi. Gli arresti sono stati eseguiti nel reggino, nel catanzarese, nel crotonese ed a Catania. I finanzieri della Compagnia di Gioia Tauro, che hanno condotto le indagini, stanno eseguendo anche numerose perquisizioni alla ricerca di droga ed armi.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?