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Vallettopoli, Corona prosciolto dall'accusa di associazione a delinquere

Basilicata

Il giudice Barrella del Tribunale di Potenza dispone il «non luogo a procedere» per il re dei paparazzi

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POTENZA - POTENZA, 20 GEN – Sono «tanti i sassolini» che Fabrizio Corona si toglierà dalle scarpe «entro dieci giorni», e probabilmente sono anche pesanti, perchè qualcuno “dovrà tremare». Non è dato sapere chi siano i destinatari della reazione del fotografo dei vip dopo aver saputo della decisione del gup di Potenza, che in serata lo ha prosciolto dall’inchiesta «Vallettopoli», ma è certo che «ora giustizia è stata fatta», e «comincia a finire la persecuzione». Non usa mezzi termini, Corona, per esprimere la sua soddisfazione per la sentenza di Potenza, così come è stato diretto, «mi vergogno – disse – di essere italiano», nel commentare quella dei giudici di Milano, che lo scorso 10 dicembre lo hanno condannato a tre anni e otto mesi di reclusione. Uno dei destinatari, forse, potrebbe essere il pm Henry John Woodcock, che nel 2007 ne chiese e ottenne l’arresto, e che lo stesso Corona definì qualche mese dopo «un talebano» alla ricerca «di popolarità «. Oggi non c'è più nulla da aggiungere: «Lasciamo perdere...» ha risposto in serata all’Ansa riferendosi al giudice anglo-napoletano, che da qualche mese è in servizio a Napoli. «Da parte mia nessun commento, come al solito», ha detto il pm Woodcock. E gli altri sassolini? I destinatari della reazione annunciata da Corona potrebbero essere alcuni dei vip che hanno “portato» Corona nell’occhio del ciclone dell’inchiesta “Vallettopoli», che a Potenza è cominciata, e che a Potenza ha visto oggi la parola «fine». Nel mezzo c'è la detenzione in Basilicata, il lancio degli slip dal balcone della sua casa milanese e «la fede in Dio», che il titolare della “Coronàs» spiegò di aver trovato proprio nel carcere lucano. Troppa importanza, troppi riflettori, troppa ostentazione: sono gli eccessi che secondo Corona hanno scatenato la «furia» della giustizia nei suoi confronti. Una furia inutile «perchè in Italia – ha più volte spiegato il protagonista di 'Vallettopolì – non si possono fare inchieste moralizzatrici». Ma oggi «giustizia è fatta», o almeno «comincia a farsi» e qualcuno «ne vedrà delle belle». Resta da capire chi. E se, da domani, Corona si vergognerà un pò meno di essere italiano.

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