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Il ritorno di Vallettopoli, la cronaca

Basilicata

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Milano - Un noto personaggio avrebbe pagato 300 mila euro per evitare la pubblicazione di una fotografia imbarazzante. È uno degli episodi al centro dell'inchiesta avviata dal pm Frank Di Maio che punta a scoprire cosa accade nelle agenzie fotografiche impegnate sul fronte del gossip al di là di Fabrizio Corona. Bersagli dei ricatti di questa 'Vallettopoli 2' sarebbero stati anche un politico e una persona molto vicina a un politico: nel primo caso, si sarebbe trattato di un'estorsione che lascia poco spazio a dubbi, nel secondo invece il pm sta valutando se ci si trovi dinnanzi a una vicenda solo di malcostume o se rivesta un interesse penale. L'inchiesta è nata all'inizio del 2008, da un input venuto da un'intercettazione effettuato nel corso di un'inchiesta su traffici di droga, coordinata dallo stesso pm. Nella conversazione intercettata due persone parlavano di un 'ritirò, di quella pratica cioè che porta personaggi immortalati nelle foto a pagare dei soldi per ritirarle dal mercato del gossip. Per il momento gli indagati sono 4, oltre ai 3 interrogati ieri (Carmen Masi e Max Scarfone della 'PhotoMasì e Maurizio Sorge della 'Spy Onè), anche un terzo fotografo di un'altra agenzia. Molti sono gli indagandi, pesone che, sulla base di quanto finora emerso, saranno presto iscritte nel registro degli indagati. Il
reato contestato è estorsione. Fabrizio Corona, sentito due giorni fa dal pm come teste, ha dato dei riscontri a elementi già in mano a Di Maio. Il pm sta cercando di capire se i fotografi abbiano agito per conto delle agenzie o in autonomia.

Frank Di Maio, che ha ottenuto la condanna in primo grado di Corona, sta vagliando alcune fotografie che ritraggono Michele Santoro insieme con Beatrice Borromeo, nonchè il famoso scatto all´ex portavoce del presidente Prodi, Silvio Sircana, in macchina, mentre parla con un trans. Poi c'è il caso Marrazzo. Santoro non è l´unica vittima. Ci sarebbero anche immagini di Stefano Ricucci con la showgirl Natalia Bush, Barbara Berlusconi, figlia del premier, Leonardo Pieraccioni e la compagna Laura Torrisi.

Intanto, il giorno dopo essere stato prosciolto dal Gup di Potenza, Fabrizio Corona è incontenibile: "Le mie parole e tutte le battaglie che ho combattuto fino ad adesso non sono state battaglie perse. Da ieri comincia una mia piccola rivincita perchè è stata fatta la prima giustizia. Rivivo in questo momento una sensazione di adrenalina, di rivincita, come se fossi tornato a vivere: non mi interessa quello che ho fatto, i film, i soldi, le linee di abbigliamento, adesso per me è un momento felice e sono sicuro che mi prenderò tante rivincite e aiuterò le persone giuste che credono nella legge a far rispettare i miei diritti e a far si che le mie battaglie non siano valse a niente", affermato oggi a 'Mattino Cinque', intervistato dal direttore di Videonews, Claudio Brachino.

"Oggi sono tranquillo perchè devo stare tranquillo, ma vi assicuro che nei prossimi giorni non sarò assolutamente tranquillo: combatterò e dirò la mia più forte di quello che ho fatto precedentemente", aggiunge Corona che poi, a proposito dei suo attuali rapporti con i pm Henry Woodcock e Frank Di Maio, dice: "Quello che più mi dispiace è che in Italia manca una legge: la legge della responsabilità oggettiva del magistrato quando esso stesso sbaglia; oggi mi sembra banale fare i soliti insulti anche perchè la rabbia non c’è più, però una persona che fa delle indagini per avere visibilità spendendo tantissimi soldi, e poi l’inchiesta finisce in niente, è ingiusto che continui a fare il suo lavoro e gli si permetta di continuare a fare delle inchieste".

"Come pagano le persone che vanno in carcere, devono pagare, ovviamente non con il carcere, le persone che sbagliano le inchieste, perchè se io sono finito in carcere e ho fatto 150 giorni di detenzione, quei 150 giorni potrebbero avermi cambiato la vita per sempre e nessuno può più darmeli indietro. Oggi - prosegue Corona - apriamo un capitolo del quale dovremo parlare per molto tempo; io non riesco ad accettare neanche adesso che sono passati 3 anni dall’inizio delle indagini, perchè il pm Woodcock nella sua inchiesta e nelle sue intercettazioni aveva le stesse cose che hanno adesso gli inquirenti, però le ha lasciate stare. Questa non è legge. Io non sono uno stupido, sono uno di cuore, di testa, ma molto sanguigno: con il pm Frank Di Maio mi sono attaccato molte volte, ci siamo insultati, l’ho rimproverato in aula di tribunale, ma quando sono uscito dal carcere ho ringraziato subito il pm Frank Di Maio perchè era l’unico che si era studiato l’inchiesta".

Corona smentisce poi di essersi presentato spontaneamente alla procura di Milano: "Io non mi sono mai presentato spontaneamente in Procura a Milano -sostiene- io non sono uno che si presenta perchè deve accusare, io ho sempre aspettato. Le mie accuse le ho fatte davanti alle televisioni e nelle aule dei tribunali, ma non sono quello che va dal magistrato, perchè ho dei codici di pensiero e di rispetto di come ci si comporta nella vita che derivano dalle vecchie concezioni delle famiglie di una volta. Quindi non mi sono presentato spontaneamente, ma sono stato chiamato e, quindi, sono dovuto andare".

Alcuni particolari di questa ipotetica e intricatissima rete di ricatti li ha raccontati “Bicio”, ex assistente di Corona. Pensa ha raccontato, ad esempio, che, in anni diversi, vennero ritirate dal mercato alcune foto riguardanti Michele Santoro e Beatrice Borromeo, Leonardo Pieraccioni con la compagna Laura Torrisi, Stefano Ricucci con la show girl Natalia Bush, Barbara Berlusconi in compagnia di un personaggio dalla reputazione controversa.

In tutti questi casi, sempre secondo il racconto di Pensa, c’è di mezzo il settimanale “Chi” di Alfonso Signorini, proprietà della famiglia Berlusconi. Sempre secondo l’ex braccio destro di Corona tutti questi servizi fotografici vennero venduti alla rivista che poi, però, pubblicò le foto «con un taglio diverso».
Fabrizio Pensa è con il suo avvocato nell'ufficio del pm Henry John Woodcock. E' il 9 giugno del 2008 e il magistrato anglonapoletano era ancora a Potenza. Il verbale - che il Quotidiano ha potuto consultare in esclusiva - è stato trasmesso alla procura di Milano per competenza territoriale. E' rimasto secretato fino a qualche mese fa. Eccone alcuni stralci.
Pensa: «Le faccio un esempio. Noi facciamo un servizio, andiamo alle Maldive, becchiamo Pieraccioni con la Torrisi… non so se avete visto quel servizio bello, loro posati con il bacio. Il servizio vero è stato fatto da altre agenzie, loro che facevano sesso in acqua, lei totalmente nuda. Signorini chiama loro alle Maldive e fa: “Cavoli ragazzi, ho delle belle foto vostre. Ma che bel seno che ha la Torrisi.. guarda se vuoi ti mando un fotografo, fammi subito il posato, se no le pubblico”. Lei mi dica, questo non è un ricatto?».
Woodcock: «E certo che è un ricatto».
Pensa: «E che cacchio… allora Signorini lo fa… lo fanno tutti i giornali, tutte le redazioni…».

Il quarto nome ad aggiungersi nella lista degli indagati è quello dell'imprenditore veneziano Massimiliano Fullin.

Fullin è stato prosciolto nei giorni scorsi dal gup di Potenza nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta ‘Vallettopoli’. L’imprenditore, che si occupa di organizzazione di eventi e di pubbliche relazioni, era accusato a Potenza di favoreggiamento personale e ai tempi dell’indagine erano emerse alcune intercettazioni di colloqui tra lui e Fabrizio Corona.

Per quanto riguarda questa nuova inchiesta, la prossima settimana, in procura, dovrebbero esserci nuovi interrogatori. Al momento solo quattro persone sono indagate ma, a quanto si è appreso, è al vaglio la posizione di altri e potrebbero esserci nuove iscrizioni nel registro degli indagati, ma per ora non c'è nessun nome di direttori di riviste.

All’attenzione degli inquirenti ci sono anche casi di fotografie scattate a Roma, ma le trattative per il ritiro sono comunque avvenute tutte a Milano. Ieri in procura si è presentato nuovamente Fabrizio Corona per chiarire alcuni dettagli, anche se non è indagato in questo nuovo filone, che vede al centro anche una ‘foto-ricatto’ da 300 mila euro.

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