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Smantellato il clan delle donne-trafficanti
32 arresti in tre regioni

Basilicata

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di ROSSELLA MONTEMURRO
MATERA - Il futuro è nelle mani delle donne.
Anche per quanto riguarda le attività criminali.
Ne è un esempio la tenacia di otto donne che avevano preso in mano la gestione dello spaccio dopo che i loro conviventi, mariti e fratelli erano finiti in carcere con l'operazione Reset condotta dalla polizia a dicembre di tre anni fa.
Con “Scacco alle regine”, nella notte tra martedì e mercoledì, la Squadra Mobile della questura di Matera ha eseguito 32 ordinanze di custodia cautelare (18 in carcere, e 14 agli arresti domiciliari, tra questi una donna incinta) eliminando, come ha sottolineato il questore, Carmelo Gugliotta, tutti i fornitori di droga dalla piazza di Matera: si tratta, infatti, di un'operazione che ha fatto registrare il più alto numero di arresti effettuati dalla polizia della città dei Sassi negli ultimi venti anni.
«Sono state concesse le misure così come erano state chieste alla Procura. - ha specificato ieri nel corso della conferenza stampa il procuratore capo Giuseppe Chieco - Sono stati contestati una serie di specifici e dettagliati episodi di spaccio: centoventi in tutto tradotti in centoventi capi di imputazione.
Non riteniamo che si tratti di una struttura organizzata, ma di un numero discreto di spacciatori che, nella maggior parte dei casi erano anche tossicodipendenti».
Il dirigente della Squadra Mobile Nicola Fucarino ha ripercorso la vicenda: «A febbraio 2008, dopo l'operazione Reset, le donne si rendono conto che ci sono pusher ancora in giro.
L'organizzazione potrebbe così riprendere grazie a loro.
Due o tre, sorelle o conviventi del gruppo Reset, decidono di ricreare il sodalizio e si riavvicinano a una quindicina di persone occupando all'interno dell'organizzazione la stessa posizione di mariti o fratelli finiti in carcere.
Hanno quindi assunto la direzione degli stessi uomini, come accade in Sicilia».
Donne senza scrupoli (che avrebbero, tra l'altro, avuto anche contatti con mariti e conviventi detenuti), visto che, come hanno ricordato gli inquirenti, in un'occasione, una di loro ha effettuato consegne di droga persino all'interno dell'ospedale di Matera dove si trovava per accudire il figlioletto rimasto ferito in un incidente stradale accaduto durante uno spostamento per effettuare una consegna di droga. Il bimbo peraltro era stato più volte utilizzato quale inconsapevole corriere della droga, nascosta all'interno dei pannolini.
Le donne sono state accusate di esercitare una “pressione martellante”, con minacce anche forti, su chi pagava in ritardo la droga: la Polizia ha accertato il caso di una persona che ha venduto un immobile del valore di 30 mila euro.
In Puglia i canali di approvvigionamento: in particolare l'eroina era acquistata ad Altamura, Andria e Bitonto (si raggiungeva anche un chilogrammo al mese) mente il rifornimento di cocaina avveniva a Santeramo e non superava i cento grammi mensili. Bar e locali materani, invece, erano i centri dello spaccio, come ha affermato il responsabile della sezione Narcotici Michele Giampetruzzi.
A stupire gli inquirenti il fatto che gli “ordinativi” di droga erano raccolti anche con messaggi inviati tramite posta elettronica o dagli stessi spacciatori, durante “giri” nei locali e nei luoghi frequentati dai tossicodipendenti.
«Adesso - ha detto il questore Gugliotta - i consumatori di droga dovranno fare viaggi molto più lunghi».
Il questore ha evidenziato inoltre la sinergia efficace con la Procura di Matera: «Hanno coordinato le indagini in maniera estremamente professionale.
La Procura ha dato corpo all'informativa in poco tempo, la risposta è stata immediata.
Il personale della sezione Narcotici - ha aggiunto - ha operato con costanza e impegno.
Non abbasseremo la guardia. - ha concluso il questore - Dobbiamo lavorare anche sulla domanda, continueremo a rivolgerci ai ragazzi con incontri nelle scuole».
Al termine delle indagini della squadra mobile di Matera, la Polizia ha eseguito ordinanze emesse dal gip della città lucana, Rosa Bia, su richiesta del pm, Valeria Farina Valaori.

Le quattro donne arrestate dalla Polizia e che ora si trovano in carcere nell'ambito dell'inchiesta denominata «scacco alle regine», su un'organizzazione specializzata nello spaccio di droga, sono: Zenovia Basangiu di 50 anni, di nazionalità romena, residente a Matera, Caterina Paolicelli (42) di Altamura (Bari), Francesca Monteverde (31) e Giuseppina Paolicelli (29) di Matera. Le altre quattro che si trovano agli arresti domiciliari sono Samantha Fusiello (29), Bruna Gravina (27), Chiara Bilancia (34) e Sonia Zaccaro (20) di Matera. Le altre persone per le quali è stata emessa l'ordinanza di custodia cautelare in carcere sono 14: Mana Shkelzen, di 33 anni di nazionalità albanese, residente ad Altamura (Bari), Vincenzo Angelastri (32) di Altamura, Domenico Bitetti (35) e Pasquale Rocco Cici (28) di Santeramo in Colle (Bari), Antonio Antezza (39), Francesco Carlucci (24), Vito Carlucci (27), Fulvio Cellammare (31), Ivan Cifarelli (30), Luciano Rondinone (35), Eustachio Nicoletti (33), Giovanni Monacelli (60), Cosimo Damiano Paolicelli (42) e Vito Rondinone (36), di Matera. Per questi ultimi tre il provvedimento è stato notificato in carcere a Matera, dove sono detenuti per altra causa. Altre dieci persone si trovano agli arresti domiciliari: sono Emilio Intelligenza (34 anni) di Aversa (Caserta), detenuto a Viterbo per altra causa, Giovanni Centonze (21), Riccardo Danzi (22), Mario De Filippis (46), Ludovico Galante (29), Carmine Lascaro (40), Francesco Lippolis (40), Pietro Marinaro (38), Antonio Stano (50) e Giuseppe Alessandro Vizziello (47) di Matera.

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