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Il caso De Vito approda in consiglio

Basilicata

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di PIERO QUARTO
IL CASO De Vito arriverà martedì 2 febbraio nel Consiglio provinciale di Matera che dovrà esprimersi, pare a scrutinio segreto, sull’ineleggibilità del consigliere provinciale del Pd.
Il fatto fa riferimento ad una condanna passata in giudicato nel 1986 per la quale De Vito non ha richiesto, nè ottenuto la riabilitazione. Da allora è stato sindaco di Grottole (oggi al secondo mandato) e due volte consigliere provinciale, ma la questione è emersa solo oggi a seguito delle verifiche sollecitate in aula dal centrodestra dopo il caso Casulli, richieste dal presidente del Consiglio provinciale Chietera ed effettuate dalla Prefettura che ha avanzato le proprie perplessità sulla situazione.
Le ultime settimane sono servite per una serie di verifiche e di approfondimenti legali ma il 2 febbraio la questione, ora è certo, arriverà ufficialmente in aula.
«E’ una questione delicata che unisce un aspetto legale ad uno politico da cui scaturirebbe l’ineleggibilità», spiega il capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, Angelo Garbellano, «noi al momento preferiamo, proprio per la delicatezza del problema mantenere una doverosa prudenza. Aspettiamo un’ampia memoria difensiva che lo stesso De Vito ci ha preannunciato e vogliamo conoscere il parere dell’ufficio legale della Provincia a cui è stato chiesto di pronunciarsi su questa questione.
Noi riteniamo», conclude Garbellano, «che ci siano delle differenze con la situazione di Casulli, questa è una vicenda kafkiana in cui De Vito non ha prodotto la richiesta di riabilitazione. Non temiamo di fare due pesi e due misure ma vogliamo ponderare le nostre decisioni».
Più netta la posizione del capogruppo del Pdl Giuseppe Labriola che spiega: «la questione legale è simile a quella di Casulli e noi avremo uno stesso comportamento. Il Consiglio provinciale può derogare di applicare determinate situazioni alla prefettura e noi, anche questa volta, voteremo no alla richiesta di ineleggibilità di de Vito. Io chiederò che il Consiglio si esprima con voto palese e verificherò poi la posizione che prenderà il centrosinistra». Insomma Labriola annuncia coerenza e si attende identica coerenza. Dovrà essere il Pd e la maggioranza, in soldoni, a sancire l’ineleggibilità di De Vito.

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