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«L'abbiamo saputo dalla tv»

Basilicata

In attesa dell'invetitura ufficiale, i commenti all'interno del Pdl. C'è chi gongola e chi ammette: «E' un autogol»

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di SARA LORUSSO Che la maggior parte di loro lo abbia appreso per caso dalla tv, lo ammettono, seppure «con sorpresa». Quella che il vicecoordinatore regionale del Pdl, Gianni Rosa affida a una nota di buon mattino (nota firmata anche dal vice coordinatore provinciale del Pdl di Potenza, Luigi Modrone) è la resa esplicita di un pensiero che, nei corridoi, nei bar e persino in fugaci incontri di strada è stato detto e sussurrato. Magari all’inizio le voci erano apparse quasi uno scherzo, forse un lancio eccessivo, una provocazione, quando in serata, mercoledì, le agenzie hanno battuta l’ipotesi Magdi Allam come candidato presidente per il Pdl in Basilicata. Le telefonate nel partito, tra curiosi e simpatizzanti, si sono fatte frequenti e sono andate avanti - raccontano - fino a notte fonda. E ieri mattina, nel capoluogo, nei bar del centro a due passi dal Palazzo di città, non si parlava d’altro. E c’è chi tra gli amministratori pure non ha avuto problemi ad ammettere che stava guardando la tv come ogni sera e che l’interesse si è improvvisamente acceso al sentire richiamata la Basilicata. Non è cosa poi così frequente sulle testate nazionali. Che cosa accade? Protagonista di un intermezzo di “Porta a Porta”, la trasmissione di approfondimento condotta da Bruno Vespa, dedicata alle prossime regionali.
Qualcuno invece pure dice di essere stato avvisato poco prima e che dalla tv non è che arrivata la conferma. C’è chi gongola, e chi no. Nel capoluogo proprio il coordinatore dell’opposizione, Giuseppe Molinari, e il capogruppo del Pdl, Fernando Picerno, si dicono contenti dell’indicazione data. «E’ cosa buona». Altri, invece, mostrano del rammarico, se non altro perché quella scelta improvvisa e forse poco condivisa con il territorio non è andata a tutti giù.
«Fermo restando la stima per Allam, ottimo giornalista e simbolo di un’integrazione riuscita, la notizia ci porta a molte riflessioni». Gianni Rosa affida le sensazioni, piuttosto diffuse, alla nota mattutina. E al di là della candidatura dell’ex vicedirettore del Corriere della Sera, ne viene fuori una riflessione sulla classe dirigente locale del Pdl.
Se la sua considerazione è che «il Pdl di Basilicata ha necessità, per contrastare la candidatura di Vito De Filippo, governatore in carica e lucano, di un candidato espressione del territorio, che conosca e viva la nostra regione e che possa far identificare con la sua figura il cittadino di Basilicata e l’opinione pubblica» resta in attesa di capire «i motivi di questa decisione, e aspettando che ci sia un chiarimento nel Popolo delle libertà sulle strategie elettorali e soprattutto su cosa vogliamo proporre ai nostri corregionali per ottenere la loro fiducia, credo sia necessario un chiarimento interno, franco e costruttivo». Per questo, i due vice coordinatori si dicono pronti a rassegnare le dimissioni: serve aprire un dialogo. Una provocazione che pure ha l’obiettivo di scuotere i livelli superiori. Come a dire, nella dirigenza, c’era chi aveva avuto un mandato preciso sulle candidature, sulla definizione del nome da opporre a De Filippo. Che cosa è successo? perchè - si chiedono in molti - questa sensazione che la dirigenza lucana sia stata bypassata? Più esplicito Nicola Lopatriello, componente della direzione regionale del Pdl di Basilicata e sindaco di Policoro, che pure già aveva sollevato dubbi sulle voci che volevano il senatore Egidio Digilio candidato in pectore per il centrodestra. Sia chiaro, nulla di personale, «ma ora dal cilindro dell’ufficio di presidenza del Pdl romano - prosegue Lopatriello - spunta il nome di Allam, anch’egli persona umanamente ineccepibile del quale ho condiviso anche alcune battaglie tipo la sua conversione dalla religione musulmana a quella cattolica. Però continuo a non capire questa chiusura a riccio del Pdl le cui candidature sono ancora “paracadutate”». Quest’ultima suona «come un sonoro “autogol”». Lo scetticismo, inutile negarlo, sta nel fatto che «non è espressione del territorio in una competizione elettorale dove i protagonisti sono proprio i bisogni e le esigenze di una regione, la Basilicata, tra le più povere a livello europeo».
Fatto sta che dai vertici del Pdl lucano nessun commento ufficiale. Anche loro probabilmente in attesa di una consacrazione della candidatura di Magdi Cristiano Allam. Nei giorni scorsi era stato il senatore del Pdl, Egidio Digilio (che con il collega Guido Viceconte regge il partito lucano) a tenere le fila, anche con numerosi appelli ai “liberi e forti”. C’è chi giura che, conoscendolo, le attese non saranno tradite. E che «le istanze del territorio lucano saranno tutelate con lealtà».
Ieri, nel frattempo, l’atteso incontro con il premier Berlusconi (annunciato come punto di svolta per il via libera alla corsa). E poi, poi c’è la Basilicata.

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