Salta al contenuto principale

Reggio, arrestato pregiudicato
per l'auto con dentro l'arsenale

Basilicata

Ieri il ritrovamento della Fiat Marea con all'interno un arsenale d'armi, nel giorno della visita del Presidente Napolitano

Tempo di lettura: 
3 minuti 30 secondi

E' stato arrestato questa mattina dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria un pregiudicato che, secondo le prime indiscrezioni sarebbe il carrozziere presso il quale l’automobile era stata lasciata per delle riparazioni. La scoperta della Fiat Marea con all'interno l'arsenale era stata fatta ieri nei pressi dell’aeroporto ieri, e nel giorno della visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in Calabria.
L'uomo arrestato è Francesco Nocera, di 45 anni, presunto affiliato alla cosca Ficarra-Latella della 'ndrangheta. Nocera è accusato di favoreggiamento personale con l’aggravante delle modalità mafiose. Secondo i carabinieri, a carico di Nocera è emerso un "quadro indiziario grave, univoco e concordante in ordine al reato di favoreggiamento personale aggravato". In particolare, Nocera avrebbe omesso di riferire circostanze che avrebbero dato la possibilità di identificare le persone che avevano collocato l'auto con l’esplosivo.
Smentita la possibilità che l'arsenale ritrovato fosse destinato ad intimidire o sfidare lo Stato. L’auto-arsenale ritrovata a Reggio Calabria ieri poco dopo le 12,30, in via Ravagnese, nei pressi dell’aeroporto, era stata abbandonata per la massiccia presenza delle forze dell’ordine che controllavano il territorio in occasione della presenza nella città dello Stretto del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
È quanto emerge dalle indagini dei carabinieri del comando provinciale, che hanno lavorato incessantemente per tutta la notte, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia e che questa mattina hanno arrestato il meccanico, Francesco Nocera, 46 anni, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di favoreggiamento nei confronti di associati ad organizzazioni criminali. L’auto e l’arsenale ritrovato dento servivano probabilmente per qualche azione intimidatorio nell’ambito del racket delle estorsioni.
L’arresto di Nocera è stato effettuato dai carabinieri del comando provinciale poco dopo le 21 di ieri sera a conclusione di una prima tranche di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della città dello Stretto. Secondo quanto è stato reso noto dai carabinieri, nella stessa mattinata di ieri Nucera, aveva denunciato, ai militari della stazione «Rione Modena», il furto dell’auto, una Fiat Marea nera, dopo averla parcheggiata a piazza Garibaldi, nei pressi della stazione ferroviaria.
Alle 12,40 in via Ravagnese è stata rinvenuta l’auto: senza sicure, finestrino lato guida abbassato, con tergicristalli fermi in posizione intermedia e senza chiavi inserite. Circostanze, queste, che hanno fatto ipotizzare un improvviso abbandono della vettura. All’interno del mezzo vi erano due pistole, due fucili, manufatti esplodenti dotati di miccia e materiale vario costituito da una tanica con due litri di gasolio, tre passamontagna e guanti in lattice.
Le armi avevano il colpo in canna e gli ordigni pronti per all’uso di un’azione delittuosa di tipica matrice 'ndranghetista, interrotta – questa l’ipotesi - per la consistente presenza in zona delle forze dell’ordine.
Le indagini, fin dall’immediatezza hanno consentito di configurare a carico dell’artigiano «un quadro indiziario grave, univoco e concordante in ordine al favoreggiamento personale aggravato, in quando il reato di detenzione e porto di armi clandestine e materiale esplodente era riconducibile alla criminalità organizzata operante sul territorio».
Sempre secondo gli invewtigatori «oltre alla potenzialità delle armi rinvenute e dalla modalità di approntamento delle stesse, a dare una chiara connotazione 'ndranghetista della vicenda concorrono sia la personalità del Nucera sia i suoi rapporti con esponente della criminalità organizzata locale»
IL MISTERO SUL RITROVAMENTO
C'è mistero sulle modalità di ritrovamento dell’automobile con armi ed esplosivo scoperta ieri a Reggio nei pressi dell’aeroporto in coincidenza con la visita del Presidente della Repubblica. I carabinieri, infatti, hanno riferito che la vettura, parcheggiata a circa cinquecento metri dal percorso seguito dal corteo presidenziale, è stata trovata nel corso dei controlli effettuati in relazione alla visita dal Capo dello Stato. E' stata una pattuglia in servizio nella zona a notare la vettura e ad ispezionarla, rinvenendovi l’esplosivo e le armi.
Da fonti della Dda di Reggio Calabria, invece, si apprende che l’automobile è stata trovata grazie ad una segnalazione anonima giunta ai carabinieri. Ed in questo senso, riferiscono le stesse fonti, è significativo il fatto che l’informazione ai carabinieri sia giunta proprio il giorno della visita del Capo dello Stato. Una circostanza che viene interpretata con la volontà della criminalità organizzata di creare un clima di tensione in un giorno particolarmente importante a Reggio Calabria sul piano istituzionale.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?