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Quando Parpiglia scaricò Corona

Basilicata

Il verbale esclusivo del braccio destro di Alfonso Signorini
A Woodcock racconta dei "fantascoop" e dei ricatti mentre collaborava ancora con il paparazzo dei vip

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2 minuti 54 secondi

di FABIO AMENDOLARA
POTENZA – Oggi è il braccio destro di Alfonso Signorini che, a volte, sostituisce anche nelle comparsate in tv. Lavora molto con un’agenzia fotografica: la Spy one, al centro dell’inchiesta condotta dal pm di Milano Frank Di Maio. E di lui, Fabrizio Pensa detto “Bicio”, ex fotografo dell’agenzia fotografica di Fabrizio Corona, ora gola profonda dell’inchiesta, nel verbale pubblicato in esclusiva dal Quotidiano della Basilicata e poi ripreso dai maggiori quotidiani nazionali, dice: “Grabriele Parpiglia è uno di quelli che deve procurare… che è stato messo dentro il settimanale Chi? Appositamente da Lele Mora e da Corona”. Gabriele Parpiglia è un ex redattore del settimanale Star Tv. Dopo la Vallettopoli di Woodcock è passato per Lucignolo. Ora i suoi scoop li pubblica Signorini. E Bicio non sa che “l’orrido Parpiglia” - così lo chiamava Barbara D’Urso a Domenica cinque - Fabrizio Corona l’aveva già scaricato. Da tempo. Da quando al pm Henry John Woodcock aveva detto: “Corona, come lui dice, produce gossip. Quello millanta storie. Fabrizio millanta storie 24 ore su 24. Per esempio, a me lo scoop su Adriano mi ha lasciato perplesso. Ma guardi che mi lasciavano perplesso tante storie”. Parpiglia è seduto in un ufficio del Servizio centrale operativo della polizia di Stato a Roma. E’ l’11 novembre del 2006. Sui quotidiani cominciavano a comparire le prime indiscrezioni su Vallettopoli. E, un po’come ora, il mondo del gossip era in fibrillazione. Parpiglia, a quei tempi, era un giovane cronista, ancora non professionista, sbarcato a Milano dalla Calabria. Era finito a Star Tv e cominciava a muovere i primi passi tra le discoteche milanesi, accompagnando i fotografi, “per verificare le notizie”, dice a Woodcock. E racconta: “Una volta, per esempio, Corona mi aveva detto che Ana Laura Ribas era stata con Cassano. Era una cosa che mi aveva lasciato perplesso”. E svela: “Corona è uno che definisce… il mercato oscuro dei servizi fotografici…se lo scoop è delicato lo do direttamente all’artista… a me non mi stupisce di nulla”. E ancora: “Mi ricordo che lui diceva che c’era questo mercato oscuro dei servizi fotografici. Dove, se il servizio fosse stato particolarmente delicato, veniva offerto all’interessato stesso. Oppure, lo stesso interessato si metteva d’accordo con il direttore di un giornale per ritirare un servizio e poi diceva che uno scoop da sfascia famiglie valeva 50 mila euro, mentre uno scoop con i neo fidanzati 30 mila euro. Ora, per quanto mi riguarda, io di chiacchiere su servizi o fantaservizi o notizie vere, false o presunte ne ho sentite. Cioè ne sento ogni giorni, come le sento da Corona, le sento anche da altri agenti. Personalmente il mio compito è quello di portare al giornale e fare gli interessi di Roberto Alessi, il mio direttore che è al corrente… io sulla veridicità delle cose non ci metterei mai la mano sul fuco, sinceramente”. Questo è Corona, secondo l’ex amico ed ex collaboratore Parpiglia. “Sono tante le stronzate che mi viene a dire anche lui”. Conferma quasi anche i ricatti. Ricorda la trattativa che Corona aveva avviato con Adriano per convincere il calciatore a ritirare dal mercato alcune foto imbarazzanti: “Io non li ho visti, ma non nego che Corona avrà potuto offrire il servizio tranquillamente al diretto interessato”. Woodcock gli chiede: “Ma le sue intenzioni, Corona gliele ha manifestate? Glielo ha detto: guarda che io ho intenzione di proporlo direttamente alla vittima, oppure no?”. Lui risponde: “Sì, sì”. Poi ritratta: “No. Ma guardi… ma non c’è niente di male”.
f.amendolara@luedi.it

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