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Il verbale di Signorini

Basilicata

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Stralcio del verbale reso da Signorini a Woodcock nel corso della prima Vallettopoli.
Il direttore della rivista “CHI?” Alfonso SIGNORINI, escusso in data 18 dicembre 2006, ha fornito ulteriori elementi sempre sui rapporti esistenti tra CORONA e MORA. La testimonianza appare più che qualificata, in considerazione della posizione rivestita dal SIGNORINI, direttore di una delle testate giornalistiche più in contatto con l’agenzia “CORONA’S”. Nel corso della deposizione in argomento, il SIGNORINI, oltre a riferire sui fatti a sua conoscenza con riferimento al caso di Lapo ELKANN, riferendo della presenza congiunta di Dario MORA e di Fabrizio CORONA nel momento dell’intervista di BROCCO Donato, ha sottolineato che, ogni qualvolta occorreva far scendere di prezzo il costo dei servizi offerti da Fabrizio CORONA, bastava chiamare Dario MORA e puntualmente il prezzo richiesto si abbassava, a conferma del forte legame personale esistente tra i due. Ad ogni modo non è un caso che proprio l’intervista al BROCCO, utilizzata poi per l’estorsione alla FIAT, sia stata fatta dal CORONA alla presenza del solito MORA.
Stralcio dal verbale di sommarie informazioni rese da Alfonso SIGNORINI in data 18 dicembre 2006, all’ A.G. e alla P.G. delegata:

Woodcock – E poi in particolare poi su un’intervista fatta a tale signor… diciamo, signor Brocco.
Signorini – Il…?
Woodcock – Signor Brocco.
Signorini – Ah, sì, Patrizia B.
Woodcock – Patrizia B., insomma. Sì, certo, voglio dire...
Signorini – Sì, sì, certo.
Woodcock – Identificarla non è facile, però insomma… un’intervista fatta a questo signore. E questo le dovevamo chiedere.
Signorini – Sì.
Woodcock – Va bene, Fabrizio CORONA lo conosce. Come l’ha cono…
Signorini – Fabrizio CORONA lo conosco, sì, perché è uno dei nostri… diciamo, tra i principali fornitori degli scoop, alcuni buoni, altri meno, che comunque arrivano al nostro giornale. Ecco, questo sì.
Woodcock – Uh. E questa intervista a Brocco com’è andata? Chi l’ha proposta?
Signorini – Questa intervista ci fu proposta da CORONA e…
Woodcock – E da Mora forse? Perché poi c’era Mora in a… Brocco ci ha detto che poi quando arrivaste in albergo…
Signorini – Sì, al Plaza, mi ricordo.
Woodcock – Al Plaza c’era lei… e c’era anche Mora.
Signorini – Ero io, accompagnato da… sì, dopo è arrivato Mora. Io ero accompagnato dal vicedire… no, dall’allora fotoeditor Paola Bernia, che praticamente è tra i… adesso è il mio attuale vicedirettore. Perché praticamente i rapporti con CORONA funzionavano così, almeno fino a quando io non ero direttore. Praticamente o CORONA chiamava me o il direttore Brindani, proponendoci gli scoop… i servizi fotografici. Dopo di che l’aspetto economico della cifra veniva trattato direttamente o dal direttore o da Paola Bernia che era praticamente addetta proprio a questo scopo.
Woodcock – Commerciale, insomma.
Signorini – Esatto. Mentre adesso, da quando io invece sono direttore sono chiaramente a conoscenza anche dell’aspetto economico, questo sì. Allora, io mi ricordo che mi presentai per l’intervista al Plaza di Milano, a Patrizia… al signor Brocco, accompagnato dalla Bernia, dopo di che arrivarono Brocco, CORONA e Lele Mora, sì.
Woodcock – Ma avevate un appuntamento, chiaramente?
Signorini – Avevamo un appuntamento. Sì, sì, era un servizio fotografico, per altro concordato…
Woodcock – Cioè eravate già d’accordo che loro sarebbero andati a prenderlo a Torino e che voi l’avreste aspettato al Plaza, insomma.
Signorini – Io avevo appuntamento al Plaza.
Woodcock – Comunque eravate già d’accordo prima.
Signorini – Sì, sì, assolutamente. Infatti c’era la nostra fotografa, Priscilla Benedetti, che doveva fare il servizio posato a questo signore.
Woodcock – Ed eravate già d’accordo anche sulla cifra che doveva…
Signorini – Sicuramente sì. Quello sì, certo.
Woodcock – Che ovviamente voi avevate pattuito con CORONA, non con Brocco. Cioè è CORONA che…
Signorini – Con CORONA, sì.
Woodcock – E quanto avete pagato voi?
Signorini – Guardi, io questo all’inizio non lo sapevo, perché non trattavo io la cifra, però poi adesso mi sono andato a spulciare, chiaramente sapendo di venire da lei, tutto quanto, per un ammontare di 50 mila euro. Sì.
Woodcock – A Brocco quanto gli ha dato, 15 mila mi pare?
Signorini – 15 mila.
Giobbi – O 12. 12 o 15.
Signorini – No, assolutamente. Infatti io avrei voluto fare anche delle domande scabrose, perché era l’unica cosa che mi interessava, però non ho potuto fargliele, praticamente.
Giobbi – Però (parola incomprensibile) chiese anche parecchi soldi, eh, per toglie… per ritirare l’intervista dal mercato.
Woodcock – Credo che lui chiese…
Giobbi – 150 mila…
Woodcock – Adesso non me lo ricordo.
Signorini – 150 mila?
Woodcock – Più di 100 mila… sì, lui ad un certo punto contatto i vertici della FIAT e cioè l’Ufficio Relazioni della FIAT.
Signorini – Sì.
Woodcock – E praticamente, appunto, proposte a questi signori l’acquisto praticamente di un servizio per non… chiedendo soldi…
Signorini – Per non farlo uscire sui giornali.
Woodcock – …per non farlo uscire.
Signorini – Certo.
Woodcock – Ovvero, dicendo: “Compratelo voi, perché sa, voglio dire…”.
Signorini – Sì, sì, sì.
Woodcock – Le cose si possono dire in diversi modi. Quindi lei non sapeva appunto che lui aveva già fatto…
Signorini – No, no, nel modo più assoluto. Anche perché se no non avremmo collaborato con lui, cioè… no, nel modo più assoluto. Cioè lui non ci aveva mai messo al corrente di questi suoi… diciamo, di queste sue iniziative personali, né ci aveva chiaramente messo al corrente che prima si era rivolto… aveva cercato di piazzare la cosa a livello, tra virgolette, istituzionale, perché altrimenti noi avremmo assunto delle posizioni, direi, diverse.
Woodcock – Livello istituzionale, come lei stesso ha detto, significa attraverso un ricatto, insomma?
Signorini – E certo, assolutamente.
Woodcock – Perché questo è un ricatto.
Signorini – Questo è un ricatto, è ovvio.
Woodcock – Senta, ma lei, a parte di quello che è successo con Brocco, è a conoscenza del fatto… perché io penso che poi nel campo… insomma, nell’ambiente credo che poi non sia difficile apprendere alcune cose, che praticamente, diciamo, questa è una prassi abituale appunto di Fabrizio CORONA. Cioè che Fabrizio CORONA appunto lo fa, diciamo, di abitudine.
Signorini – Guardi, a me da quando sono direttore, che conosco le cose in modo…
Woodcock – Cioè che a voi a volte i servizi arrivano in modo residuale, non so se mi spiego.
Signorini – Sì.
Woodcock – Cioè che magari sono servizi che lui ha tentato prima di propinare ad altri.
Signorini – Assolutamente. Però non ne abbiamo mai cono… cioè per dire… io adesso le faccio questo esempio, che è la cosa di cui io sono a conoscenza in modo personale. Il servizio di Adriano, le foto di Adriano.
Woodcock – Quelle che sono arrivate dalla Svezia?
Signorini – Ecco, esatto. Quelle foto lì, io mi ricordo che CORONA… io sono diventato direttore di “Chi”, faccia conto, la prima settimana di ottobre.
Woodcock – Di questo ottobre?
Signorini– Questo ottobre. Mi ha chiamato CORONA, dicendomi: “Alfonso, guarda che ho un servizio della Madonna. Uno scoop pazzesco su Adriano”. Gli ho detto: “Ah, benissimo! Fammelo vedere. Vieni a casa mia, mi fai vedere le fotografie”. Venne a casa mia, mi fece vedere le foto e io appena ho visto le foto, ho detto: “Guarda che questa non è roba che può finire sul giornale come il mio, non mi interessa”. Poi ho detto… cioè non… per cui… e lì mi ricordo che mi propose qualcosa come 80-90 mila euro per un servizio del genere, che io ho rifiutato seduta stante.
Woodcock – Senta, ma che ci faceva… poi i suoi rapporti con Mora quali sono, tra CORONA e Mora?
Signorini – I miei rapporti, dunque, sono stati…
Woodcock – Tra CORONA e Mora, nel senso, appunto che per esempio, diciamo, se Mora era presente in albergo con Brocco, significa che…
Signorini – Mora con CORONA noi tutti sapevamo, nelle direzioni dei giornali, che erano insieme, cioè che comunque lavoravano insieme, nel senso che se, per esempio, CORONA aveva un servizio di 80 mila euro, il direttore, mi ricordo, Brindani, che allora era direttore di “Chi”, chiamava Mora per dire: “Senti, convinci CORONA a scendere un po’ di prezzo” e di fatto il prezzo scendeva.
Woodcock – Ho capito. Quindi... il prezzo scendeva?
Signorini – Sì, sì.
Woodcock – Quindi esisteva, voglio dire, questa sinergia, questa assoluta…
Signorini – Anche perché, guarda caso, su dieci servizi che CORONA produceva, otto erano fatti con gli artisti della scuderia di Lele Mora, quindi è ovvio che…
Woodcock – Che, voglio dire, mutatis mutandi è una cosa ancor più grave non per i servizi che ovviamente vengono destinati ai giornali.
Signorini – Sì.
Woodcock – Ma se questi servizi sono oggetto di un ricatto, il fatto diventa ancora più grave.
Signorini – E beh, no… quello sì. Questo sì.
Woodcock – Cioè appunto che il ricatto di CORONA e, eventualmente, anche di Mora, sia consumato ai danni degli stessi artisti della scuderia di Mora...
Signorini – Beh,, sì.
Woodcock – …è una cosa, appunto, più grave.
Signorini – Assolutamente, sì.
Woodcock – E’ meno, ovviamente, se i servizi di CORONA su ragazze della scuderia di Mora vengono poi date ai giornali, perché quella è poi anche una forma di pubblicità.
Signorini – E’ ovvio, sì, sì.

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