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Reggio, attesa la riunione del Consiglio dei Ministri.
Decise le misure di sicurezza

Basilicata

La città in fermento per l'attesa riunione di domani del Consiglio dei Ministri nella città dello Stretto

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Reggio Calabria sta vivendo in modo febbrile l’attesa per la riunione di domani in città del Consiglio dei Ministri per l’approvazione del Piano straordinario di contrasto della criminalità organizzata. Da giorni si sta lavorando per la predisposizione delle necessarie misure di sicurezza. In questo senso si susseguono le riunioni a livello tecnico, con il coordinamento del questore, Carmelo Casabona, per la predisposizione dell’apparato che dovrà garantire che tutto si svolga in condizioni di massima sicurezza.
La situazione, sotto questo aspetto, è stata esaminata nel corso di una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal prefetto, Luigi Varratta.
È stato stabilito, in primo luogo, una modifica della viabilità cittadina, con la chiusura al traffico di alcune strade limitrofe alla Prefettura, dove si svolgerà la riunione. In tutta l’area circostante, inoltre, sarà vietata la sosta, con la rimozione immediata dei mezzi parcheggiati nelle aree sottoposte a divieto. Centinaia gli appartenenti alle forze dell’ordine già impegnati nei servizi di ordine pubblico e di prevenzione legati alla riunione del Consiglio dei Ministri. Particolare attenzione sarà riservata al percorso che il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed i ministri seguiranno per raggiungere la Prefettura dall’aeroporto.
La proposta di SACCONI
Domani nel corso del Consiglio dei Ministri a Reggio Calabria, il Governo presenterà un piano straordinario di ispezione contro il lavoro irregolare in particolare al Sud. Ad annunciarlo è stato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, nel corso del congresso della Confsal: «Domani il Cdm a Reggio Calabria è un Cdm significativo: oltre al piano contro la criminalità di Maroni – ha detto Sacconi - presenteremo un piano straordinario di vigilanza, in particolare nel settore dell’agricoltura e dell’edilizia in 4 regioni, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Oggi – ha aggiunto – ci sono le condizioni per una tolleranza zero nei confronti di attività completamente illegali. Avvieremo una campagna a tappeto con l’impiego di altri ispettori dalle altre regioni e dalle forze dell’ordine».
La protesta della CGIL
La Cgil della Piana di Gioia Tauro, sarà presente con una delegazione di lavoratori del porto, metalmeccanici e lsu/lpu per un sit-in pacifico a partire dalle ore 9.30 presso piazza della Prefettura di Reggio Calabria dove in mattinata si terrà la riunione del Consiglio dei Ministri che sarà presieduta dal Presidente Silvio Berlusconi. «Il nostro auspicio – si legge in una nota del sindacato – è che il tutto non si risolva nella solita operazione mediatica che serva, più che ad affrontare e risolvere i problemi, a cercare di dare ossigeno all’immagine di un premier ormai in declino». La Cgil della Piana di Gioia Tauro «crede che il territorio stia vivendo uno dei suoi periodi peggiori sotto il profilo politico, economico e sociale. La bomba alla Procura Generale di Reggio Calabria, le minacce al Pm Lombardo sono segnali pericolosi – si fa rilevare - perchè pensiamo si tratti di un vero attacco allo Stato da parte della 'ndrangheta .Una vera sfida da parte della criminalità organizzata che in questi anni ha occupato l'economia ed il territorio e adesso vuole affermare il suo primato nei confronti dello Stato ,della legalità e della democrazia.
La triste vicenda di Rosarno, anch’essa ha visto prevalere gli interessi delle cosche impegnate nelle speculazioni e nell’intermediazione di manodopera ai danni dei ragazzi stranieri di Rosarno dimostra che siamo di fronte ad una società in crisi nei valori della solidarietà e nel rispetto della dignità umana e del lavoro. Tutto questo - sostiene la Cgil – è anche l’effetto delle modifiche legislative dal profilo razzista operate da questo Governo. La crescente crisi economica ed i suoi effetti sulle attività del Porto di Gioia Tauro e il riscorso alle procedure di cassa integrazione evidenziano una situazione gravissima aggravata dall’atteggiamento del governo che con le sue politiche nordiste che dimostra che questo Presidente del Consiglio ha scarso interesse ai problemi dei porti del sud. È gravissimo l'assenza di sensibilità nel avviare misure che in tempi brevi facciano recuperare la competitività necessaria per uscire dalla crisi e scongiurare il ricorso agli ammortizzatori sociali. Per esempio l’abbattimento delle tasse di ancoraggio aiuterebbe il porto ad essere più competitivo nel Mediterraneo».

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