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Berlusconi ed i ministri arrivati a Reggio,
accolti con fischi, applausi e sit in di protesta

Basilicata

Sono arrivati per primi i ministri mentre Berlusconi ha viaggiato solo sull'aereo della presidenza del Consiglio

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E' iniziata alle 10,45 nella prefettura di Reggio Calabria la riunione del Consiglio dei minsitri che darà il via al piano straordinario del governo contro le mafie. Stamattina primi ad arrivare a Reggio sono stati i ministri, trasferiti dall’aeroporto alla Prefettura di Reggio Calabria, tra cui Giulio Tremonti e Ignazio La Russa a braccetto, Stefania Prestigiacomo, Roberto Maroni, Altero Matteoli e Renato Brunetta.
I ministri sono stati accolti dal sindaco della città e candidato del Pdl alle prossime elezioni regionali Giuseppe Scopelliti. Il pullman, passando sul retro, dove ci sono alcuni manifestanti e lavoratori che protestano, è stato accolto da diversi fischi, mentre davanti ci sono stati applausi. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è atterrato all’aeroporto di Reggio Calabria ed ha volato da solo sull'aereo della presidenza del Consiglio, mentre gli altri ministri che parteciperanno alla riunione dell’esecutivo, sono atterrati poco prima di lui, hanno viaggiato su un altro aereo.
Berlusconi accompagnato da Gianni Letta, è arrivato alla prefettura di Reggio Calabria, dove alle 10.30 inizierà il consiglio dei Ministri straordinario. Umberto Bossi è arrivato in auto mentre le immagini del circuito chiuso hanno immortalato l’ingresso dei vari responsabili dei dicasteri, scesi dagli automezzi turistici. Prima di entrare in prefettura, Berlusconi si è avvicinato alle transenne per salutare un gruppo di sostenitori che lo attendevano e ha dichiarato: «Siete contenti che abbiamo portato qui il Cmd? Così vi facciamo vedere quello che stiamo facendo contro la criminalità». LE PROTESTE
Sit-in di protesta sono in corso nei pressi della Prefettura di Reggio Calabria, dove tra poco avrà inizio il Consiglio dei Ministri.
Ad attuare i sit-in sono i lavoratori dell’area industriale di Gioia Tauro, del porto gioiese e della Rete No Ponte che si batte contro la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.
I lavoratori dell’area industriale e del porto di Gioia Tauro chiedono l’intervento del Governo perchè vengano revocati i provvedimenti di cassa integrazione che sono stati annunciati nei loro confronti. In particolare, i lavoratori portuali che dovrebbero andare in cassa integrazione sono 400, mentre quelli dell’area industriale, dipendenti di sei diverse aziende, sono circa 200.

La Rete No Ponte protesta chiede che i fondi destinati al ponte sullo Stretto, che considerano un’opera inutile a dannosa, vengano destinati per fini sociali e di utilità pubblica.

Sindacati e associazioni hanno organizzato un sit-in di protesta davanti alla prefettura di Reggio Calabria dove in mattinata si terrà una riunione del consiglio dei Ministri. I manifestanti, che sostano in silenzio davanti al palazzo del governo, espongono striscioni con i quali evidenziano varie situazioni di disagio, ma si intravvedono anche frasi di protesta contro alcuni provvedimenti dell’esecutivo, come lo scudo fiscale e il processo breve.
Imponente il dispositivo di sicurezza messo in atto nel centro della città calabrese dello stretto.

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