Salta al contenuto principale

Reggio, mafia e lavoro nero nel Meridione
nel mirino del Cdm

Basilicata

Saranno eseguiti controlli in 20 mila aziende, 10 mila agricole e 10 mila edili e scenderà in campo una task force di 550 ispettori, 500 presso le regioni interessate dal piano e 50 provenienti da alt

Tempo di lettura: 
3 minuti 35 secondi

Via libera dal Consiglio dei ministri al piano straordinario di vigilanza contro il lavoro irregolare nel Meridione, in particolare in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Previsti controlli in 20 mila aziende, 10 mila agricole e 10 mila edili e scenderà in campo una task force di 550 ispettori, 500 presso le regioni interessate dal piano e 50 provenienti da altre regioni.
I gruppi operativi saranno composti da ispettori del lavoro, ispettori Inps e militari dell’Arma dei Carabinieri, ma verranno coinvolti anche i commissariati di polizia locali che si occuperanno dell’identificazione e del rimpatrio di eventuali cittadini extracomunitari clandestini.
Il piano Sacconi prevede risorse per 1,9 milioni di euro per il trattamento della missione e delle spese di viaggio, vitto e alloggio del personale da fuori regione per la durata di circa 200 giornate. Nell’ambito del piano straordinario un ruolo importante e prioritario è assegnato agli Enti bilaterali che andranno, spiega il ministero, irrobustiti e sostenuti nell’ambito delle intese contrattuali di settore.
Sulla base del notevole incremento delle violazioni sostanziali accertate in materia di lavoro 'nero' e alla luce dei recenti eventi avvenuti nella provincia di Reggio Calabria, si spiega dal ministero, «si rende opportuno avviare un piano straordinario di vigilanza nei territori del Meridione più sensibili alle problematiche del lavoro irregolare (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia). Si rende opportuno inoltre indirizzare l’attività di vigilanza in particolare nei confronti delle imprese agricole ed edili, dove le problematiche possono dare luogo ad un forte impatto sociale e dove sono più probabili i collegamenti delle realtà economiche con le organizzazioni criminose».
Sul fronte dell’agricoltura, gli interventi saranno concentrati nei confronti delle attività di raccolta stagionale dei prodotti agricoli che richiedono maggiore impiego di manodopera. È stata quindi predisposta una calendarizzazione nei diversi ambiti geografici che tiene conto delle principali colture effettuate nei diversi periodi dell’anno. L’obiettivo è quello di verificare 10 mila aziende agricole, 2.000 in Calabria, 2.500 in Campania, 3.000 in Puglia, 2.500 in Sicilia.
Sul fronte dell’edilizia le ispezioni saranno realizzate sia nell’ambito degli appalti privati che di quelli pubblici in cui è opportuno concentrare l’attenzione sul rispetto delle normative antimafia. I controlli serviranno a verificare le condizioni generali di tutela del lavoro e un monitoraggio della cantieristica esistente che potrà consentire un esame oltre che del lavoro irregolare anche dello stato di attuazione della disciplina in materia di salute e sicurezza. Saranno effettuate verifiche in 10 mila cantieri dislocati in tutte le 24 province delle regioni interessate: 1.346 in Calabria, 3.814 in Campania, 2.564 in Puglia e 2.276 in Sicilia.
IL PIANO CONTRO LE MAFIE
Il Consiglio dei ministri, riunito oggi a Reggio Calabria, ha approvato anche il piano straordinario contro le mafie. Tra le misure previste dal disegno di legge c'è l’istituzione di un codice antimafia, un testo unico che raccoglie e razionalizza tutte le leggi approvate in materia; la creazione di una mappa nazionale delle organizzazioni criminali; la realizzazione di un sistema di informazIone sulle cosche attraverso un desk interforze; interventi contro le infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti.
«Abbiamo fatto un grande lavoro per riassettare tutti gli impianti legislativi per combattere la criminalità organizzata - ha dichiarato Silvio Berlusconi nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri. - Abbiamo dato il via libera al piano, c'è un codice delle leggi antimafia per favorire una maggiore attività di contrasto». Reggio Calabria è stata scelta come sede per l'agenzia per la gestione dei beni sequestrati alla mafia. Il governo metterà in atto «un’azione molto forte sull'Unione Europea che deve farsi carico» dei costi della vigilanza che i paesi sopportano». «Per combattere la mafia bisogna aggredire il patrimonio dei mafiosi - ha aggiunto Berlusconi - e questo sarà il punto al centro della lotta alla criminalità organizzata».
AGENZIA NAZIONALE PER I BENI CONFISCATI
L'agenzia nazionale per i beni confiscati che avrà sede a Reggio Calabria sarà insediata «entro 15 giorni». Lo ha annunciato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, durante la conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri nella città dello Stretto. «Torneremo entro 15 giorni a Reggio Calabria per l'insediamento dell’agenzia sui beni confiscati», ha detto Maroni, ribadendo che la sede per l’agenzia è stata già individuata.
Mentre ad una preoccupazione espressa relativamente ai beni sequestrati alla criminalità che saranno messi in vendita, ossia se i mafiosi ricpmperanno i beni, il Premier ha risposto: «noi li risequestriamo un’altra volta».
La riunione del Consiglio, presieduta da Silvio Berlusconi, è terminata alle 12:30.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?