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Se Roma si occupa di noi e fa danni...

Basilicata

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di SALVATORE MARGIOTTA
Caro Direttore,
condivido moltissimo, come spesso mi capita, le intelligenti considerazioni che svolgi nell'articolo di fondo comparso oggi sul Quotidiano.
E' sulla base delle medesime riflessioni che ieri ho preso la parola nel corso di una riunione della Direzione Nazionale molto tattica, in cui gli esponenti di primo piano di Area Democratica o attraverso l'assenza (Veltroni e Fassino) o attraverso la presenza silente (Dario Franceschini) hanno preferito rinviare al post-elezioni regionali l'approfondimento di ragionamenti molto critici sulla conduzione per certi versi “tafazziana” di diverse vicende locali, prime fra tutte quella pugliese.
Ho infatti inteso rimarcare che solo in Basilicata, tra le regioni del Mezzogiorno, il PD ad oggi ha già deciso il candidato Presidente, Vito De Filippo, ha definito i contorni della coalizione, ed ha la “quasi” (un po' di scaramanzia è necessaria) certezza di vincere le elezioni e di continuare a governare. Solo in Basilicata il rapporto con l'UDC è ormai chiaro, e impostato sul rispetto reciproco e sulla pari dignità: non come in Puglia, ove il PD, sbagliando, ha accettato che l'UDC ponesse un veto su Vendola, con il risultato che oggi, dopo il risultato ampiamente scontato delle primarie, non è possibile costruire la coalizione; non come in Calabria, dove il PD ha addirittura offerto la candidatura alla Presidenza all'UDC, e ciononostante il partito di Casini si alleerà con il PDL; non come in Campania, ove sarà il dominus De Mita a decidere se le sorti del centro-sinistra saranno magnifiche e progressive o no. E, ho rivendicato, tutto questo è stato possibile sulla base di un cammino avviato dal “franceschiniano” Restaino lo scorso anno e concluso dal “bersaniano” Speranza negli ultimi mesi: perché la saggezza politica non ha recinti correntizi. E, soprattutto, tutto è stato condotto senza ingerenze e condizionamenti esterni romani: se facciamo da soli, facciamo meglio, avendo trovato, al termine di un Congresso combattuto, un assetto stabile, ed un metodo di gestione coinvolgente e condiviso.
Quando il partito romano si occupa di noi, ho aggiunto, qualche volta fa danni: si pensi al paradosso per il quale i radicali presentano in Basilicata una lista contrapposta a De Filippo, dopo che due anni fa abbiamo eletto, con i voti dei democratici lucani, e per designazione nazionale, una loro deputata: e ciò mentre nel Lazio i voti del PD -compresi quelli dei cattolici - confluiranno su Emma Bonino! Ma questa è un'altra storia…

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