Salta al contenuto principale

Why Not, nel processo con rito abbreviato
chieste nove assoluzioni

Basilicata

Stamani è iniziata la requisitoria e il procuratore generale ha affrontato le posizioni di otto imputati

Tempo di lettura: 
1 minuto 45 secondi

Il sostituto procuratore generale Massimo Lia ha chiesto nove assoluzioni nell’ambito del processo con rito abbreviato a 40 imputati nell’inchiesta Why Not sui presunti illeciti nella gestione dei fondi pubblici.
Questa mattina è iniziata la requisitoria e il pg ha affrontato le posizioni di Mario Alvaro, Carmine Aloisio, Saverino Saladino, Giuseppe Biamonte, Mario Scardamaglia, Sabatino Savaglio, Pasquale Tripodi, Pietro Andricciola e Giuseppe Fragomeni.
Per otto degli imputati è stata chiesta l’assoluzione per non aver commesso il fatto, mentre per Giuseppe Biamonte perchè il fatto non costituisce reato. Il processo è stato poi aggiornato al pomeriggio quando il sostituto procuratore generale affronterà la posizione di Antonio Saladino (in foto), l’ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria e principale indagato nell’inchiesta Why Not.
C'è anche una richiesta di assoluzione per uno specifico capo d’accusa contestato ad Antonio Saladino, ex leader della Compagnia delle opere in Calabria, e principale accusato di «Why not».
Nella sua lunga discussione pomeridiana, riguardante la posizione del solo imprenditore lametino, il sostituto procuratore generale Massimo Lia ha ripercorso non solo l’accusa di associazione a delinquere, per la quale ha chiesto di affermare la penale responsabilità di Saladino, ma anche gli altri capi d’accusa contesati all’uomo, ed attinenti ai vari progetti finanziati dalla Regione Calabria ed «incriminati» dalla Procura generale di Catanzaro. Rispetto ad essi, il pg ha chiesto di riqualificare tutte le diverse ipotesi d’accusa inizialmente formulate in casi di «abuso d’ufficio» e, rispetto al capo 10 della rubrica in particolare, ha sollecitato l’assoluzione di Saladino «per non aver commesso il fatto». Si tratta della vicenda legata al progetto del «Censimento del patrimonio immobiliare» della Regione, e più nello specifico delle modalità di esecuzione del progetto stesso.
Il capo precedente (capo 9) è relativo al finanziamento del progetto, e rispetto ad esso è stata chiesta invece l’affermazione della penale responsabilità dell’imputato. La discussione della pubblica accusa nei confronti di Saladino non è terminata, ma continuerà nei prossimi giorni quando la parola passerà al sostituto procuratore generale Eugenio Facciolla, che solo alla fine quantificherà la condanna da chiedere al giudice dell’udienza preliminare Abigail Mellace.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?