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Why not, chiesta condanna per Loiero

Basilicata

La Procura generale di Catanzaro avanza richiesta per il reato di abuso d'ufficio

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La Procura generale di Catanzaro ha chiesto la condanna per il reato di abuso d'ufficio per il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, imputato nel processo con rito abbreviato per l'inchiesta Why Not. La richiesta di condanna è stata formulata dal sostituto procuratore generale, Massimo Lia, relativamente a due dei quattro capi di imputazione discussi nel corso della requisitoria fatta questa sera dinanzi al gup Abigail Mellace. Per gli altri due capi di imputazione il pg ha chiesto l'assoluzione di Loiero per non aver commesso il fatto. I reati contestati inizialmente a Loiero nei due capi di imputazione per i quali è stata chiesta la condanna erano peculato e truffa. Il pg, nel corso della requisitoria, ha chiesto la derubricazione dei due reati in quello di abuso. La quantificazione della richiesta di condanna verrà fatta venerdì dopo che l'altro pg d'udienza, Eugenio Facciolla, avrà affrontato, nella sua requisitoria, gli altri capi di imputazione contestati al Presidente della Regione Calabria.
«Di tutto quel castello di accuse che avevano acceso i riflettori sulla Calabria, dopo la requisitoria del pm rimane in piedi solo un abuso d'ufficio». Lo ha detto Pantaleone Sergi, portavoce del Presidente della Regione, Agazio Loiero, al termine della requisitoria del pubblico ministero nel processo Why Not. «Scompaiono - ha aggiunto - reati infamanti come peculato e altro che avevano destato tanto clamore ma che Loiero aveva respinto con sdegno perchè distanti anni luce dal suo modo di agire e resta una presunta responsabilità per fatti che altri avrebbero commesso e di cui il Presidente - parole del pm - non poteva non sapere». «Bisogna attendere adesso - ha proseguito Sergi - la requisitoria del secondo pm, poi penso che con serenità e fiducia, come ha sempre detto il Presidente Loiero, si possa attendere il giudizio del giudice terzo».

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