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Intimidazioni, incendiata a Reggio
l'auto di un giornalista

Basilicata

Atto intimidatorio nei confronti del giornalista calabrese. Un chiaro messaggio intimidatorio da parte della criminalità

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Ignoti hanno incendiato, la scorsa notte, l’autovettura, una fiat Idea, di Antonino Monteleone, 30 anni, giornalista. La vettura era parcheggiata in via Trento di Reggio, dove il giovane risiede. L’episodio si è verificato dopo pochi minuti dal rientro di Monteleone nella sua abitazione.
La vettura del giornalista free-lance Antonino Monteleone è stata cosparsa con liquido infiammabile, ed è andata distrutta. Monteleone ha denunciato l’intimidazione alla Polizia. Monteleone collabora con numerosi organi di stampa, tra cui Il Fatto Quotidiano ed Il Punto, e televisive, tra cui Report. Dal 2006 cura e gestisce un blog che è molto seguito.
«Sono molto amareggiato – ha dichiarato lo stesso giornalista – per quanto è accaduto. Ciò che ipotizzo è che qualcuno, ma non so chi, abbia voluto vendicarsi nei miei confronti per una questione legata alla mia attività professionale. Se qualcuno vuole intimidirmi, però, ha sbagliato indirizzo».
REAZIONI
Diversi i commenti: «Quanto accaduto oggi – si legge in una nota di Giuseppe innella del Ms-Ft – ci tocca da vicino in quanto Antonino, che non conosco personalmente, lo considero certamente un amico, non solo sulla pagina personale di Facebook, ma un amico dei giovani, della Calabria, della voglia di emergere e di riscatto che questa generazione non ha accantonato, bensì non ha nemmeno fatto il tentativo di attuare».
«Esprimo tutta la mia vicinanza e solidarietà al giornalista Antonino Monteleone per il vile atto intimidatorio subito questa notte, nella speranza che la magistratura possa fare luce nel più breve tempo possibile».
E' quanto afferma il deputato europeo di IdV e Presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia in una nota.
«Conosco Antonino da diversi anni e abbiamo condiviso numerose battaglie. So quanto si è speso per una regione difficile come la Calabria e per questo – prosegue – lo esorto a non demordere e continuare a dimostrare il suo valore, il suo coraggio e il suo alto senso civico».

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