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Pizzo: arrestato perchè riscuoteva denaro
nonostante il licenziamento

Basilicata

Domenico Vissicchio fino a qualche mese fa lavorava per una ditta di riscossione crediti di Messina come addetto per la zona di Vibo Valentia

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I Carabinieri hanno arrestato Domenico Vissicchio, 38 anni, di Pizzo Calabro, l’uomo, che fino a qualche mese fa lavorava per una ditta di riscossione crediti di Messina come addetto per la zona di Vibo Valentia, e che continuava a riscuotere il denaro nonostante l’interruzione del rapporto di lavoro.
Secondo i carabieniri, l’uomo, noto alle forze dell’ordine, ben conscio di essere conosciuto nella zona come l’incaricato alla riscossione delle rate dei prestiti, aveva tranquillamente continuato ad incontrare una donna della città napitina per provvedere alla riscossione periodica delle somme pattuite con una nota finanziaria.
Tutto avveniva apparentemente nella piena trasparenza, con tanto di quietanza di pagamento rilasciata puntualmente dal Vissicchio ad ogni riscossione. Un piano apparentemente perfetto ma che ha presentato le prime incrinature quando la società di riscossione crediti si è accorta che qualcosa non andava con alcuni clienti vibonesi che, da alcune settimane, non pagavano più puntualmente. Così la donna è stata convocata presso la sede della società per verificare cosa fosse successo ed in quella occasione si è scoperto chi fosse realmente a riscuotere il denaro che avrebbe dovuto essere restituito alla finanziaria.
I Carabinieri del N.O.R.M. della Compagnia di Vibo Valentia, con il supporto di quelli del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, hanno deciso di intervenire. Quando l'uomo si è presentato in Via Spogliatore di Vibo per riscuotere una nuova rata, i Carabinieri si sono fatti trovare ad aspettarlo in zona osservando cosa stesse succedendo. Vissicchio aveva avvicinato la donna, riscosso 300 euro e rilasciato una quietanza di pagamento quando due Carabinieri in borghese che lo hanno dichiarato in arresto con l’accusa di truffa aggravata, sostituzione di persona e falsità in scrittura privata. Per l’uomo si sono così aperte le porte del carcere di Vibo Valentia. Ora le indagini mirano a rintracciare altri clienti truffati dall’uomo mentre la società di recupero crediti ha già avviato le proprie azioni legali e sta verificando l’ammontare complessivo del danno arrecato.

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