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Papa Giovanni, più bare che loculi

Basilicata

Ancora sorprese sulla vicenda degli scomparsi nella casa di Cura. Continua l'operazione di scavo disposta dalla Procura di Paola nel cimitero di Serra d'Aiello

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Continua a riservare sorprese l'operazione di scavo disposta dalla Procura di Paola nel cimitero di Serra d'Aiello alla ricerca dei resti di alcuni scomparsi dall'istituto di assistenza Papa Giovanni XXIII, fatto sgomberare nel marzo dello scorso anno. Oggi, in quattro dei cinque loculi aperti, sono state trovate, complessivamente, otto bare, due per loculo. E tutte senza nome, sia sul legno che sulla lapide. «E' un caos totale», è stato il commento del procuratore di Paola, Bruno Giordano, che ha disposto la riesumazione dei cadaveri per verificare se nel piccolo cimitero di Serra d'Aiello possano essere state sepolte alcune delle sette persone scomparse dall'Istituto negli ultimi 15 anni in circostanze mai chiarite. «Con quello che stiamo portando alla luce - ha aggiunto Giordano - le cose si complicano, a prescindere dalla vicenda degli scomparsi. È proprio nella ricostruzione dell'identità dei defunti che ci sono problemi. Adesso cercheremo di trovare i registri dell'Istituto per cercare di quantificare i decessi. Ma il fatto che non vi siano nomi nè sulle tombe nè sui loculi rende tutto più difficile». Già nell'estate scorsa, un primo accertamento fatto al cimitero aveva portato alla scoperta di due bare sistemate nello stesso loculo. Ed il primo giorno di scavi, venerdì scorso, in un loculo sono state trovate, addirittura, quattro bare. «Quello che aveva suscitato sconcerto all'inizio - ha detto Giordano - adesso sta diventando una costante. In ogni caso il nostro obiettivo primario è accertare se in quei loculi sono stati sepolti alcuni degli scomparsi». A questo punto, diventa impossibile stabilire quando dureranno le operazione di riesumazione, che avrebbero dovuto andare avanti per una settimana in considerazione del fatto che i loculi da aprire sono poco più di 60. La scoperta di più bare, però, allunga i tempi di prelievo di materiale organico da parte dei tecnici dell'Istituto di medicina legale. Materiale che viene preso in consegna dai carabinieri del Ris di Messina per la comparazione con quello prelevato ai familiari degli scomparsi. Al momento sono stati aperti una ventina di loculi, ma i cadaveri tirati fuori sono una trentina.

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