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Revocazione, un round
a favore del Potenza

Basilicata

Chiesto il rinvio del processo. La documentazione di Palazzi è lacunosa. Tutto sulla difesa dell'avvocato Chiacchio e le eccezioni proposte

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IL Potenza è vivo. Naviga ancora a pieno titolo in Prima Divisione, con ampie possibilità di rimanere tra i professionisti. La Corte di Giustizia Federale – senza nemmeno avviare, in sostanza, una vera e propria udienza – alle 14.10 di ieri ha definito lacunosi gli incartamenti su cui Stefano Palazzi pensava di poter fondare l’esclusione immediata della società rossoblu dal campionato. Riesumare Potenza – Salernitana, ad oggi, non è un’operazione così scontata. L’atteso processo è infatti rinviato a data da destinarsi, sempre che la Corte ritenga ammissibile il ricorso per revocazione inoltrato dal sommo inquirente del calcio italiano. Ieri scuro in volto, anche più del solito.
L’elemento mancante al teorema accusatorio – secondo il massimo organo giudicante della Figc – è la deposizione spontanea di Luca Evangelisti rilasciata alla Dda del tribunale di Potenza lo scorso 13 gennaio. Palazzi non se l’aspettava. Non poteva averla in mano, perché il termine ultimo entro il quale ha potuto richiedere gli incartamenti dell’inchiesta penale era antecedente all’incontro tra l’ex ds della Pro Vasto e il pm Basentini. Ma Palazzi credeva che il materiale in suo possesso potesse bastare all’individuazione di “elementi nuovi”, fondamento di una revocazione. Se la novità – ricostruiamo a margine – è ravvisata nel passaggio dei famosi 150mila euro dalle mani di Evangelisti a quelle degli emissari di Postiglione, la Corte ha ritenuto imprescindibile ascoltare cosa l’intermediario di quella transazione ha raccontato alla giustizia ordinaria.

Si potrà tornare in aula solo dopo l’acquisizione di questo materiale, che l’Antimafia dovrebbe girare alla giustizia sportiva senza troppi impedimenti, ma non prima che l’atto diventi pubblico (ad oggi è, infatti, ancora nel segreto istruttorio). Il risultato è che il Potenza ieri si è allenato regolarmente, con la relativa serenità di poter tornare a pensare al campo a breve e medio termine. Il collegio difensivo, guidato da un raggiante avvocato Edoardo Chiacchio (con l’aiuto di Monica Fiorillo, Rosario Cattuno e Rosita Gervasio), non fa nulla per nascondere un’evidente soddisfazione. Il Potenza ha vinto il primo round, anche perché Palazzi ha visto spezzarsi un altro ramo del suo impianto accusatorio. E’ stata infatti respinta la richiesta dell’accusa di poter ammettere nell’eventuale dibattimento la testimonianza dell’allora tecnico Arleo e dei calciatori Cuomo, De Cesare e Cammarota, il cui deferimento cadde già nel nulla dinanzi alla Disciplinare nell’estate del 2008. La Corte in tal modo ha inteso restringere i confini della revocazione, che potrà eventualmente riguardare solo le posizioni del Potenza, della Salernitana, di Postiglione e di Giuzio.

In sede d’analisi, l’orientamento d’ufficio espresso dal presidente Giancarlo Coraggio ha inclinato il piano della contesa a favore del collegio difensivo rossoblu, in cui gli avvocati Cozzone e Di Ciommo stanno brillantemente affiancando Chiacchio. Sia la necessità di acquisire la testimonianza di Evangelisti, sia l’inopportunità di convocare gli ex tesserati erano infatti eccezioni procedurali contenute nella memoria difensiva prodotta dai legali del Potenza. L’iter ora prevede passaggi che richiederanno non meno di un paio di mesi: Palazzi dovrà richiedere la deposizione, le parti dovranno avere modo di studiarla e tempo per elaborare le memorie, poi andrà fissata l’udienza. Significa che si può arrivare ad aprile. Il Potenza deve adesso puntare a salvarsi sul rettangolo verde, risultato che – al netto di evoluzioni inattese – dovrebbe garantirgli l’iscrizione almeno al prossimo torneo di Seconda Divisione. Considerando che ieri si rischiava una debacle, è finita temporaneamente 1-0 per il Potenza.

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