Salta al contenuto principale

Porto Gioia Tauro, sindacati: "primi
risultati, ma la lotta continua"

Basilicata

«Siamo riusciti – si legge nel documento sindacale – ad avere l’attenzione da parte del Governo sulle problematiche del Porto di Gioia Tauro»

Tempo di lettura: 
1 minuto 36 secondi

«Il sacrificio che i lavoratori sulla gru 22, a nome di tutti i portuali hanno sopportato in questi nove giorni è stato enorme e li ha messi a dura prova. Non è stato un sacrificio vano. I primi risultati stanno cominciando ad arrivare». Lo si legge in una nota diffusa dalle segretarie teritoriali di Gioia Tauro della Filt Cgil, della Fit Cisl, della Uil Trasporti e della Ugl Mare. «Siamo riusciti – si legge nel documento sindacale – ad avere l’attenzione da parte del Governo sulle problematiche del Porto di Gioia Tauro. È stato, infatti, presentato dal ministro Matteoli un emendamento al decreto Milleproroghe, che consente alle autorità portuali di poter in piena autonomia diminuire finanche all’azzeramento le tasse portuali e di ancoraggio. È un segnale importante anche se riteniamo che l'emendamento debba essere modificato poichè non risolutivo dei problemi del Porto di Gioia Tauro. In particolare, – si legge – in virtù del 3* e 4* comma, l’autorità portuale potrebbe diminuire ed anche azzerare le tasse ma sarebbe costretta a trovare il modo di coprire le minori entrate, riducendo le spese correnti, il tutto senza interventi concreti da parte del Governo. Noi chiediamo che la detassazione sia legata al solo traffico di transhipment. Rammentiamo che l'autorità portuale di Gioia Tauro non ha altre entrate se non quelle derivanti dalle tasse di ancoraggio e dai canoni di concessione. Chiediamo sviluppo e certezze per il futuro dei lavoratori portuali non responsabili della crisi internazionale. In considerazione del fatto che i passaggi successivi avverranno nei prossimi giorni, ringraziamo di vero cuore i lavoratori – scrivono i sindacati – che si sono sacrificati per tutti noi e chiediamo loro di scendere dalla gru 22 e ritornare dalle loro famiglie, anch’esse provate per la lontananza. Ricordiamo che la lotta non è finita. Vogliamo la convocazione dei sindacati al tavolo col Governo. Siamo pronti a continuare la protesta sotto altre forme – assicurano i dirigenti dei sindacati di categoria – anche a Roma, qualora non fossero raggiunti i risultati

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?