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Il COMMENTO
La nostra classe dirigente senza speranze di futuro

Basilicata

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di MARISA PALASCIANO
Il lavoro è l'aspettativa di tutti i giovani. In Calabria rappresenta l'emergenza, l'ingombrante disoccupazione che affligge quasi tutte le famiglie. Il lavoro stabile è poi il sogno irraggiungibile, quel valore essenziale sul quale una società libera dovrebbe costruire dignitosamente il suo presente e il suo futuro. Una classe politica capace si distingue da una inutile per il diverso impegno che profonde nei confronti del problema. Quella capace lavora all'insegna dei diritti costituzionalmente sanciti. L'altra mantiene saldamente il suo potere attraverso la strumentalizzazione delle aspettative dei disoccupati e il mantenimento della “precarietà” a vita. Questo è il modo di soffocare le libertà fondamentali dei giovani disoccupati e dei meno giovani, espulsi dalle poche occasioni di lavoro, che c'erano e che non ci sono più. Si sono viste nell'ultimo periodo le migliori invenzioni per stabilizzare il personale nella sanità calabrese, come nell'Asp di Cosenza . Tutto ai danni dei giovani laureati con master e specializzazioni alle spalle e a vantaggio di categorie escluse, di Co.co.co., senza titoli, e persino di borsisti parenti di dirigenti coinvolti direttamente nei provvedimenti. Riserve di concorso per medici gestite illegittimamente nascosti dietro concorsi riservati interamente ad hoc. Tutto questo ha fatto perdere le speranze a chi, distante dalle frequentazioni politiche, ha cercato l'ingresso nel mondo del lavoro sulla base dei diritti costituzionali. Quelli che disciplinano l'accesso nella pubblica amministrazione attraverso i concorsi pubblici. Ciò avviene per lo più in una sanità affogata dai debiti con un piano di rientro che bloccherebbe ogni genere di assunzione. Anzi nelle stesse aziende tenute a fare le dovute ricognizioni del personale, e quindi attivare l'eventuale mobilità regionale, si continua a bandire selezioni senza che le stesse vengano pubblicate sul Bur, basta la pubblicazione all'albo aziendale per meno di quindici giorni. Uno schiaffo alla democrazia e alla trasparenza, ma soprattutto alla legalità. Una pubblicità, insomma, per pochi intimi, i clienti che saranno utili la fine di marzo. L'attività di controllo dei collegi sindacali sembra non esistere in tema di assunzioni. La voluta distrazione dell'assessorato è emblematica ed organica al sistema. E intanto cresce l'emigrazione giovanile altamente qualificata che non trova spazio in questo sistema perverso. L'impoverimento del nostro capitale umano ci immiserisce come società, mette in ginocchio lo sviluppo e l'opportunità di costruire un dignitoso futuro nella Calabria. Meno intelligenze pensanti e tutto diventa più facile sia per la politica, che riproduce se stessa all'infinito, che per la 'ndrangheta che non trova ostacoli nella classe dirigente.

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