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Rosarno, sgominata una banda
di rapinatori. 9 arresti

Basilicata

La banda era specializzata in particolare, nel rapinare tir ai conducenti

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I carabinieri hanno arrestato nove persone, tutte di Rosarno, presunte appartenenti ad una banda di rapinatori che agiva nella Piana di Gioia Tauro prendendo di mira, in particolare, conducenti di Tir. Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse su richiesta della Procura della Repubblica di Palmi, che ha coordinato l’attività investigativa svolta dai carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro. Per due degli indagati è stato emesso l’obbligo di dimora nel comune di Rosarno.
I carabinieri hanno anche sequestrato due fucili ed una pistola che venivano utilizzati per compiere le rapine ed un consistente quantitativo di munizioni. Le indagini che hanno condotto all’operazione, denominata 'Gun Man', hanno preso avvio da una rapina compiuta nel maggio del 2009 a Rosarno ai danni di un autotrasportatore in transito lungo la superstrada Jonio-Tirreno. La banda, secondo quanto è emerso dalle indagini dei carabinieri, aveva una grande disponibilità di armi, tra cui alcune da guerra, e svolgeva, insieme alle rapine, altre attività criminali come il traffico di sostanze stupefacenti ed i furti. I proventi delle rapine, secondo gli investigatori, venivano investiti nel traffico della droga.
Le persone arrestate nel corso dell’operazione, accusate di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapina, sono Raffaele Chindamo, di 23 anni; Vincenzo Cambareri (37); Claudio Cambareri (21); Rocco Marasco (22); Alessandro Marando (34); Francesco Cambareri (50) e Vincenzo Cambareri (22). Nel corso delle perquisizioni fatte nell’ambito dell’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare sono stati arrestati Michele Marasco, di 53 anni, e Tommaso Marasco (44), padre e zio di Rocco Marasco, perchè trovati in possesso di due fucili e di una pistola, oltre che di duecento cartucce.
«Malgrado agissero in una zona ad alta infiltrazione mafiosa - ha detto, incontrando i giornalisti, il Procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo – gli arrestati potevano contare su una certa autonomia. Programmavano continuamente attività criminali e proprio per scongiurare nuovi colpi abbiamo deciso di eseguire gli arresti»

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