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Why Not, l'avvocato Diddi non difende
più Caterina Merante

Basilicata

Diddi ha confermato di avere rinunciato in toto alla difesa della Merante, sia come parte civile che come imputata

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L'avvocato Alessandro Diddi non è più il difensore di Caterina Merante (in foto), la principale teste d’accusa dell’inchiesta Why not. Ad annunciarlo oggi in aula, nel corso dell’udienza con il rito abbreviato, è stato il nuovo avvocato della Merante, Noemi Balsamo, che rappresenta la parte civile.
Per Caterina Merante è stato chiesto il rinvio a giudizio nel corso dell’udienza preliminare con rito ordinario per presunte violazioni della legge in materia di occupazione e mercato del lavoro. La donna, inoltre, è parte civile, come società Why not, per alcuni dei capi di imputazione contestati sia nel procedimento con rito ordinario che in quello con rito abbreviato.
«Ho rinunziato al mandato – ha detto Diddi – per una diversità di vedute con la mia cliente sulla conduzione del processo. A mio avviso, dopo la conclusione della requisitoria nel processo abbreviato, c'erano i presupposti per promuovere alcune iniziative, ma la cliente non ritiene di doverle fare. Io metto a disposizione una certa attività professionale, se poi la cliente ritiene di non doversene avvalere non vado avanti. A mio avviso si vuole mettere una pietra sopra a questo processo e questo significherebbe tradire tutto quello che ho fatto in questi anni».

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