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Intimidazioni, lettera di minacce a Scopelliti e Gentile

Basilicata

La missiva sarebbe stata recapitata tre settimane fa. Le minacce a Scopelliti e Gentile per distoglierli dall'impegno contro la mafia e per la sanità

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Una lettera di minacce indirizzata a Giuseppe Scopelliti, candidato alla presidenza della Regione Calabria per il centrodestra e coordinatore regionale del Pdl, e al senatore Antonio Gentile, vicecoordinatore regionale vicario del partito. La missiva è stata recapitata tre settimane fa ma la notizia si è appresa soltanto oggi. Il senatore Gentile ha confermato la notizia, precisando che la lettera, è stata recapitata a casa dello zio di Mario Campanella, addetto stampa del Pdl Calabria, omonimo del nipote. Campanella ha presentato una denuncia ai carabinieri di Cosenza. Nella lettera ci si rivolge a Scopelliti avvertendolo «di non interessarsi più di mafia», mentre Gentile viene minacciato «di saltare in aria se si occuperà ancora di sanità».
Proprio Mario Campanella ha diffuso una nota nella quale si evidenzia che la lettera conteneva pesanti minacce anche per lui, Franco Talarico e Michele Trematerra. «Scopelliti – scrive Campanella – viene accusato di occuparsi troppo di mafia, Gentile di sanità, mentre i due esponenti dell'Udc vengono accusati di essere responsabili dell’accordo Udc -Pdl.
All’on Scopelliti – prosegue la nota – vengono formulate altre minacce sempre in relazione al suo impegno antimaifa, e tutti quanti veniamo apostrofati con un linguaggio molto violento che è opportuno non ripetere. Il presidente Scopelliti non ha voluto rendere nota la lettera per non alimentare tensioni e la notizia sarebbe rimasta celata se non fosse stata scoperta oggi. Io stesso ho provveduto, la sera del 28 gennaio, – continua Campanella – a presentare denuncia presso il comando dei carabinieri di Cosenza. Mi spiace solo che mio zio, 82enne, paghi la colpa di portare il mio nome e cognome, pur vivendo a Rende ( io abito a Cosenza) e non avendo alcun rapporto diretto con la politica Per questo spero che egli non abbia più fastidi , mentre esprimo a distanza di tempo tutto lo sconcerto per quanto accaduto e su cui indaga la Digos di Cosenza che ha provveduto a prendere tutte le precauzioni di legge».

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